Stromae Racine carrée

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Una fusione di pop, rap ed elettronica originale ed efficace, e testi da non sottovalutare: il nuovo album di Stromae tra genitori assenti, amori finiti, Social Network e conformismo.

Ormai conosciuto a livello mondiale e celebrità nella sua patria, il Belgio, e in Francia, Stromae intitola il suo secondo LP “Radice quadrata”. E potrebbe esserci una spiegazione al suo successo nei Paesi francofoni: la profondità inaspettata dei suoi testi. Inaspettata perché chi ascolta soltanto la musica e il ritmo delle sue canzoni, trae sicuramente un’impressione solo parziale; la sua fusione di pop, rap e musica elettronica è originale ed efficace, e ad un primo ascolto potrebbe sembrare musica semplice, da ballare. Niente di più lontano dalla realtà: i brani contenuti in questo disco sono stati scritti da un cantautore, e trattano temi disparati, da quelli personali a quelli sociali.

Il primo singolo estratto da quest’album s’intitola “Papaoutai”, che letteralmente significa “Papà, dove sei?”, ed è probabilmente il pezzo più autobiografico del disco, nel quale Stromae racconta l’assenza di un padre vista dagli occhi del figlio. Il ritmo è incalzante, e la melodia del brano si contrappone al dramma  impedendo alla canzone di scivolare nella tristezza. “Formidable” e “Tous les mêmes” sono rispettivamente il secondo e il terzo singolo pubblicati: il primo racconta amaramente della fine di un rapporto, i ripensamenti del caso, il senso di abbandono che ne consegue. “Meravigliosa, tu eri meravigliosa, io ero squallido. Eravamo meravigliosi”. Le note di pianoforte con cui il brano si apre, seguite a ruota dagli archi e dalle percussioni, fanno immediatamente immergere l’ascoltatore nell’atmosfera dolce e malinconica di questa canzone. Il secondo si concentra invece sui rapporti di coppia in generale, ma osservando i litigi e le discussioni da entrambi i punti di vista, dando voce a Lei nella strofa e a Lui nel ritornello, aspetto particolarmente enfatizzato nel videoclip nel quale il cantante interpreta entrambi i ruoli. “Carmen” omaggia sia nel titolo che nei primi versi l’opera omonima di Georges Bizet, per poi toccare invece un tema particolarmente attuale: l’alienazione da Social Network; il riff elettronico d’apertura dà un’immediata carica al pezzo, e ritorna poi nel ritornello insieme ai cori. “Quand c’est?” è una ballata elettronica sui tumori causati dal fumo, drammatica nel suo ritornello “Cancro, il Cancro, chi è il prossimo?”. In questo disco, gli argomenti cantati si fanno decisamente più impegnati rispetto al lavoro di debutto “Cheese”, che toccava comunque temi quali l’amore non corrisposto, la violenza, e la fede.

Musicalmente parlando, non è facile definire quest’artista. Suona  musica elettronica (“Mi esprimo digitando su una tastiera, come tutta la mia generazione, e la musica elettronica ne è un riflesso”) ma le sue canzoni sono vicine sia alla chanson française che all’hip hop, di cui rifiuta però i cliché come le macchine di lusso, e accetta invece le parti che ritiene più interessanti, primo fra tutti ovviamente l’aspetto musicale. “Racine carrée” è senza dubbio un ottimo album, e il pubblico sembra averlo notato, viste le sei prime posizioni in classifica in altrettanti Paesi. Il cantautore, che già era partito in quarta nel 2009 con il singolo di debutto “Alors on danse” non accenna a rallentare, ma anzi sembra mettersi ulteriormente in gioco.


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