Subsonica – Eden

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Per riprendere le fila del discorso interrotto con “L’eclissi” e i vari progetti paralleli messi in piedi in questi anni, i Subsonica si sono chiusi in una casa di campagna solitaria, ai margini di un bosco, e in questo ambiente bucolico di virgiliana memoria ha visto la luce il nuovo lavoro, “Eden”. Come dichiarato dallo

Per riprendere le fila del discorso interrotto con “L’eclissi” e i vari progetti paralleli messi in piedi in questi anni, i Subsonica si sono chiusi in una casa di campagna solitaria, ai margini di un bosco, e in questo ambiente bucolico di virgiliana memoria ha visto la luce il nuovo lavoro, “Eden”. Come dichiarato dallo stesso Max Casacci, c’è stato bisogno di tornare a suonare assieme per mediare tra le idee e la sensibilità di ognuno, idee che inevitabilmente negli anni sono mutate grazie ad input nuovi che hanno colpito il mondo Subsonica.

Il nuovo lavoro si distacca in parte dall’oscurità de “L’eclissi” con un’ondata di positività che emerge particolarmente nei brani più veloci e sincopati, ma che in qualche modo permea tutto il disco. Lo stile Subsonica, inconfondibile, è sempre aperto a nuove sonorità, difficile non sentire in questo lavoro echi delle atmosfere di casa Radiohead, specie negli arrangiamenti minimali e ricercati, il tutto sempre condito con il ben noto amore per le sonorità techno e drum ‘n bass, figlie dei Murazzi e del clubbing torinese. Il disco nel complesso appare un lavoro intelligente che sicuramente avrà successo specie in sede live con brani come “Il diluvio”, “Benzina ogoshi” o la trascinante “La funzione”, devota all’elettropop teutonico; appaiono invece meno efficaci e di minore impatto i brani più lenti, dove entra in scena Samuel e la sua tecnica vocale, sempre più esasperata.

Livio Novara

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