Tennis Young And Old

3/5
Patrick Riley e Alaina Moore, ovvero i Tennis, sono tornati con il loro secondo album “Young and old”: rilasciato il 13 febbraio e impacchettato ben bene per San Valentino, scelta affatto casuale vista l’immagine di coppia già ampiamente propagandata nel primo album, “Cape Dory”, narrazione di un viaggio in barca all’insegna dell’amore e della spensieratezza.

Patrick Riley e Alaina Moore, ovvero i Tennis, sono tornati con il loro secondo album “Young and old”: rilasciato il 13 febbraio e impacchettato ben bene per San Valentino, scelta affatto casuale vista l’immagine di coppia già ampiamente propagandata nel primo album, “Cape Dory”, narrazione di un viaggio in barca all’insegna dell’amore e della spensieratezza. E senz’altro restano questi i temi anche per questo nuovo lavoro, nella volontà di raggiungere senza grosse sorprese gli scopi ottenuti con successo nel disco di debutto. “Young and old” è ancora caratterizzato da quella freschezza e ariosità ben espressa dalla voce della Moore e dal calore ventoso della musica Motown e Surf, con una patina sonora tipicamente Sixties che ricorda un po’ le piacevoli distorsioni della puntina che scorre sul disco Long Playing. Basta ascoltare brani come “Traveling” – il tema del viaggio sembra una costante – o “Dreaming” per rendersi facilmente conto dell’ambientazione sonora. Certamente, rispetto al suono del primo lavoro, “Young and old” appare leggermente più raffinato e potremmo attribuire questa pulizia sonora al lavoro del produttore Patrick Carney dei Black Keys, che ha saputo ben contestualizzare sonorità facilmente imputabili di ripetitività e prevedibilità.

Tuttavia non è stato evitato del tutto questo rischio, almeno nell’ambito strettamente compositivo. Non ci sono infatti brani che spiccano sugli altri. Forse le prime tracce, tra cui il singolo “Origins”, sembrano favorite per restare più impresse nella memoria. Ma tutto l’album segue senza curve una sola e semplice strada, con un andamento posato e controllato. La qual cosa produce una leggera sofferenza all’ascolto, con la speranza che prima o poi arrivi un break o un cambio di programma; ma pare si sia destinati a non ottenere soddisfazioni a tali preghiere. “Young and old” è insomma un disco ben prodotto, destinato comunque ad un successo non certo clamoroso ma abbastanza sicuro, garantito dal connubio musicale Surf-Pop che non smetterà mai di intrattenere.

Cristian Ciccone

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