The Game – The R.E.D. Album

the game the red album recensione /5
Per il suo quarto album l’ex membro della G-Unit The Game decide di andare sul sicuro e arruola tonnellate di produttori e invita tonnellate di special guest, il che costituisce sia il pregio che il difetto principale del disco. “The R.E.D. Album” è infatti pieno di virtuosismi sia a livello di beat che di rime

Per il suo quarto album l’ex membro della G-Unit The Game decide di andare sul sicuro e arruola tonnellate di produttori e invita tonnellate di special guest, il che costituisce sia il pregio che il difetto principale del disco. “The R.E.D. Album” è infatti pieno di virtuosismi sia a livello di beat che di rime – e non poteva essere altrimenti, con un elenco di producer che va da Dj Khalil a Pharrell Williams e una serie di featuring che comprende Dr.Dre, Drake, Snoop Dogg, Lil Wayne e tanti altri – e sforna alcuni episodi notevoli, come “Drug Test” o “Martians vs. Goblins”.

Tuttavia, questa sovrabbondanza di effetti speciali porta a interrogarsi su quale sarebbe lo spessore del disco e di The Game stesso se non si fosse già fatto un nome e non potesse permettersi di chiamare in aiuto pressoché qualunque pezzo grosso dell’hip hop americano. A lungo andare, l’impressione è vagamente spersonalizzante e sembra quasi di ascoltare una compilation più che un vero e proprio album. Album che peraltro dura qualche traccia in più del dovuto e finisce per stancare. Un buon approccio a questo punto potrebbe essere l’ascolto “a spezzatino” dei singoli brani del disco.

Marco Agustoni

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