The Killers Battle Born

3/5
Battle Born è un ritorno a casa per i The Killers: dopo la (ulteriore) abbuffata di fama ottenuta con “Day And Age” e una pausa che ha portato i due componenti più importanti ad esplorare il territorio del side project (buoni risultati per Vannucci e i suoi Big Talk, meno per Flowers con “Flamingo“), i

Battle Born è un ritorno a casa per i The Killers: dopo la (ulteriore) abbuffata di fama ottenuta con “Day And Age” e una pausa che ha portato i due componenti più importanti ad esplorare il territorio del side project (buoni risultati per Vannucci e i suoi Big Talk, meno per Flowers con “Flamingo“), i Nostri decidono di tornare negli States e comporre quello che, con molta probabilità, è la release più “americana” della carriera del gruppo. E non è un caso che il titolo sia una citazione del motto del ‘loro’ Nevada…

Escludendo “Heart Of A Girl” (brano che è a tutti gli effetti l’episodio a sé del lotto), l’aver lavorato con cinque produttori non ha particolarmente influenzato il risultato finale: una così numerosa squadra si è infatti messa a disposizione del quartetto per sfornare un disco 100% The Killers, però meno pomposo e più essenziale rispetto al passato. “Battle Born” fa emergere i gusti musicali della band: lo spettro di U2 e Bruce Springsteen aleggia più volte nel cd, e non solo nel singolo apripista “Runaways“. Un po’ sfacciato, invece, l’autocitazionismo di “Miss Atomic Bomb“, che richiama in maniera piuttosto evidente l’evergreen “Mr Brightside“. Rispetto ai ritmi ballabili, presenti in maniera massiccia nei precedenti tre lavori, su “Battle Born” scopriamo per la prima volta la passione per le sonorità country e AOR, con Dave Keuning in primo piano: da questo punto di vista, “From Here On Out” e la conclusiva title track sono due dei tributi più onesti che si potessero fare ai generi più affermati della loro terra natia.

“Battle Born” non è un capolavoro ma una piacevole conferma per i The Killers, band capace di risollevarsi dal leggero passo falso di “Day And Age”. Certo, manca il supersingolo alla “Mr Brightside”, “Bones” o “Human”, ma la qualità media del prodotto ci presenta un gruppo ancora vivo, pronto a sfatare i timori di un tracollo che per il momento è ben lontano dall’iniziare.

Nicola Lucchetta


The Killers – Runaways on MUZU.TV.

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