The Van Houtens Flop

3.5/5
Li avevamo conosciuti quattro anni fa, quando dal nulla spuntarono con la loro canzone “It’s A Beautiful Day” in uno spot di una nota multinazionale del fast food datato 2008. A quattro anni di distanza, e proprio con quella canzone come trave portante del loro primo album, i The Van Houtens debuttano sulla lunga distanza

Li avevamo conosciuti quattro anni fa, quando dal nulla spuntarono con la loro canzone “It’s A Beautiful Day” in uno spot di una nota multinazionale del fast food datato 2008. A quattro anni di distanza, e proprio con quella canzone come trave portante del loro primo album, i The Van Houtens debuttano sulla lunga distanza con “Flop!”. Lavoro che non ha niente da spartire con la parola fallimento: i milanesi d’adozione infatti costruiscono una raccolta di dieci tracce pop, indie sulla carta ma capaci di entrare nella testa grazie a melodie facili ma per niente banali. Dal singolo “John Ferrara & Betty Karpoff“, poliglotta e nostalgico (“Magari ci sentiamo su MySpace”, anacronistico in un 2012 dominato da Facebook e Twitter), alla conclusiva “1987 Souvenir“, figlia della musica electro degli anni Ottanta, il duo rivede a modo loro almeno cinque decenni di musica easy listening. Un titolo fuorviante per quella che è una delle tante perle nascoste del panorama underground tricolore.

Nicola Lucchetta

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