[World Music] The Very Best – Warm Heart Of Africa

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  [World Music] The Very Best – Warm Heart Of Africa (2009) Yalira – Chalo – Warm Heart Of Africa [Feat.Ezra Koenig] – Mwazi – Nsokoto – Angonde – Julia – Mfumu – Ntende Uli – Rain Dance [Feat. M.I.A] – Kamphopo With Intro – Kada Manja – Zam’dziko www.myspace.com/theverybestmyspace Radioclit, duo mezzo svedese e

 

[World Music] The Very Best – Warm Heart Of Africa (2009)

Yalira – Chalo – Warm Heart Of Africa [Feat.Ezra Koenig] – Mwazi – Nsokoto – Angonde – Julia – Mfumu – Ntende Uli – Rain Dance [Feat. M.I.A] – Kamphopo With Intro – Kada Manja – Zam’dziko

www.myspace.com/theverybestmyspace

Radioclit, duo mezzo svedese e mezzo francese, ed Esau Mwamwaya, giovane e promettente cantante del Malawi, si incontrano, leggenda vuole, nel negozio di roba di seconda mano di Esau, a Londra, dove tutti e tre vivono.
Subito la voglia di suonare insieme, subito un mixtape che fa il giro del mondo ed il pieno di ascolti su myspace, poi il debutto, che non poteva venire fuori altrimenti che un bel miscuglio, prodotto in maniera eccellente, di elettronica da dancefloor e musica tradizionale africana.

Se ci dovessimo fermare alle prime due tracce, sarebbe difficile riuscire a prendere “Warm Heart Of Africa” come qualcosa di più di un epigono di “Graceland” di Paul Simon, ma già al terzo pezzo, l’inno “Warm Heart Of Africa”, cantato in duetto con Ezra Koenig (il cantante supercool dei Vampire Weekend) tutto si allarga e si illumina, mettendo in luce qualità non comuni.
Da qui in poi è come se i “Very Best” ci portassero in giro per il mondo con loro, fra vocoder e violini, tribalismi corali e sintetizzatori, fino a chiudere il cerchio ritornando in Africa, nella conclusiva  “Zam’dziko”, corale che sembra quasi una preghiera.  Se proprio vogliamo essere pignoli e trovargli un difetto, l’unica pecca evidente in questo album è un’eccessiva indulgenza al suono plastificato degli anni ottanta, ma c’è da dire che è annegata in un calderone di idee e riferimenti così interessanti da passare decisamente in secondo piano.
 
Menzione d’onore per un Ezra Koenig che, contrapposto all’altra ospite, una M.I.A sempre uguale a sé stessa, fa la figura del signore pronto a modellare la sua voce pur di dare il mood giusto al pezzo, che finisce per calzargli come un guanto.

Francesca Stella Riva

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