Assassin – Breaking The Silence

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Il 2011 è senz’altro l’anno dei grandi ritorni in campo thrash metal. Anche gli Assassin, dopo 6 anni di silenzio dall’album “The Club”, han deciso di tornare a calcare le scene. La band tedesca è nota per il suo tipico stile thrash metal tedesco anni ’80 e nonostante siamo nel nuovo millennio già da un

Il 2011 è senz’altro l’anno dei grandi ritorni in campo thrash metal. Anche gli Assassin, dopo 6 anni di silenzio dall’album “The Club”, han deciso di tornare a calcare le scene. La band tedesca è nota per il suo tipico stile thrash metal tedesco anni ’80 e nonostante siamo nel nuovo millennio già da un decennio, la formazione non smentisce per niente la sua natura. Per chi non li conoscesse, gli Assassin si possono riassumere in questo modo: riff velocissimi, assoli spettacolari e performances vocali potenti. In particolare Robert Gonnella, pur non essendo la perfezione totale, sa cosa vuol dire interpretare i pezzi rendendoli suoi al 100%.

Breaking The Silence” si apre con la titletrack, caratterizzata da parti di batteria martellanti e riff immediati che costruiscono a pennello il tiro heavy di questa prima traccia. A completare il tutto la voce potente ed incazzata di Gonnella. Anche “I Like Cola” è un pezzo degno di nota. Il titolo rende perfettamente lo spirito giocoso e fancazzista del brano e chi conosce gli Assassin sa che non sono nuovi a queste trovate. Peccato che in questo lavoro ci siano anche gli anelli deboli, quali “Kill or be Killed” e “Judas”, che non eccellono per originalità e possono farvi venire la tentazione di skippare alle tracce successive. E anche il resto delle canzoni, pur non essendo così noiose, non arrivano mai a riprendere il discorso avviato dalla prima traccia. E’ un gran peccato, perché se si fossero mantenuti gli standard dei momenti più alti di questo cd ci saremmo trovati di fronte ad un disco da avere in collezione se amanti del genere.

Se siete fanatici del thrash anni ’80, apprezzerete “Breaking the Silence”. Al contrario, se siete sempre stati scettici verso questo genere, questo disco non vi farà assolutamente cambiare idea.

Claudia Falzone

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