[Avant Garde] Diablo Swing Orchestra – Sing Along …

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  [Avant Garde] Diablo Swing Orchestra – Sing Along Songs For The Damned & Delirious (2009) A Tapdancer’s Dilemma – A Rancid Romance – Lucy Fears The Morning Star – Bedlam Sticks –  New World Widows – Siberian Love Affairs – Vodka Inferno – Memoirs Of A Roadkill – Ricerca Dell’Anima – Stratosphere Serenade http://www.myspace.com/diabloswingorchestrahttp://www.ascendancerecords.com/

 

[Avant Garde] Diablo Swing Orchestra – Sing Along Songs For The Damned & Delirious (2009)

A Tapdancer’s Dilemma – A Rancid Romance – Lucy Fears The Morning Star – Bedlam Sticks –  New World Widows – Siberian Love Affairs – Vodka Inferno – Memoirs Of A Roadkill – Ricerca Dell’Anima – Stratosphere Serenade

http://www.myspace.com/diabloswingorchestra
http://www.ascendancerecords.com/

Tre anni fa, per il loro debutto, ci avevano fatto drizzare le orecchie con il loro gustoso polpettone di metallo sinfonico e tentazioni avant garde. In occasione del come back hanno deciso di fare le cose in grande sotto tutti i punti di vista: resta l’approccio sinfonico, resta l’attitudine avanguardistica, restano la voglia di divertire e stupire senza rinunciare davvero a nulla della loro già ricca proposta musicale.

I ragazzi preferiscono iniziare piano, con uno strambo swing (A Tap Dancer’s Dream) le cui prime battute giocano a fare il verso a Ballrog Boogie, brano d’apertura del precedente The Butchers Ballroom, per poi cambiare tutte le carte in tavola. È come se la D:S:O ci dicesse “Hey, vi ricordate di noi? Ve lo ricordate questo? Pensate di sapere a cosa andate in contro? Illusi!”

E via con un pesantissimo flamenco metallico e con l’operetta dei dannati passando per il rock’n’roll, il tango e la polka… purtroppo il difetto del disco scorso è rimasto: al primo giro è sensazionale, poi, esaurito l’effetto sorpresa, ascoltare tutte e dieci le tracce di fila può risultare faticoso e questo è dovuto soprattutto a una certa debolezza degli episodi più marcatamente metallici.

Sing Along Songs for the Damned & Delirious farà comunque la felicità di chi apprezza il metallo e il rock più onnivori ed è un ascolto consigliato a chi pensa di aver già sentito tutto il possibile in fatto di archi e mezzi soprani nel rock duro. Per quanto ci riguarda lo promuoviamo, non fosse altro per l’attitudine, la particolarità e l’intelligenza della proposta.

Stefano Di Noi

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