Berri Txarrak Haria

3.5/5
Gruppo di punta nel panorama alternative spagnolo, ma praticamente sconosciuto al di fuori della Penisola Iberica, i Berri Txarrak bussano timidamente al mercato italiano con il nuovo lavoro “Haria“. Timidamente perché il cantare in lingua basca effettivamente è un ostacolo mica da ridere. Però, anche di fronte a questo pesante limite, i numeri ci sono:

Gruppo di punta nel panorama alternative spagnolo, ma praticamente sconosciuto al di fuori della Penisola Iberica, i Berri Txarrak bussano timidamente al mercato italiano con il nuovo lavoro “Haria“. Timidamente perché il cantare in lingua basca effettivamente è un ostacolo mica da ridere. Però, anche di fronte a questo pesante limite, i numeri ci sono: anche se i testi non si possono comprendere con facilità, vista la scelta stilistica utilizzata, dal punto di vista musicale il terzetto si dimostra bello compatto nel mescolare chitarre grunge, ritmiche punk e linee melodiche vocali che, pur non spiccando da un mero punto di vista tecnico, sono perfettamente adattate al contesto.

Il vero valore aggiunto, che conferma il fatto che i tre non sono degli sbarbatelli, è un certo Ross Robinson in cabina di regia: grazie all’aiuto di uno dei produttori simbolo degli anni Novanta, i Nostri presentano un prodotto compatto e irresistibile. Piccola sorpresa.

Nicola Lucchetta

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