Black Breath Sentenced To Life

3.5/5
In un scenario che ha dato il suo massimo negli anni ’80 e ’90, trovare un gruppo che sappia dare modernità al thrash metal è quantomeno difficile. Ma non del tutto impossibile, come dimostrano i Black Breath. I quintetto di Bellingham, Washington, impartisce una chiara lezione di come dovrebbe essere il thrash negli anni ’10:

In un scenario che ha dato il suo massimo negli anni ’80 e ’90, trovare un gruppo che sappia dare modernità al thrash metal è quantomeno difficile. Ma non del tutto impossibile, come dimostrano i Black Breath. I quintetto di Bellingham, Washington, impartisce una chiara lezione di come dovrebbe essere il thrash negli anni ’10: un connubio di stile, violenza e modernità.  Quest’ultima, soprattutto, è conferita dall’eterno equilibrio sul labile confine tra metal e hardcore . Non a caso, la produzione del secondo full lenght degli statunitensi è stata affidata al chitarrista dei Converge Kurt Ballou, uno degli esponenti del settore.

Sentenced To Life” è un concentrato di chicche, che si alternano tra momenti cupi (uno su tutti nell’inquietante “Obey”), e fasi in cui a farla da padrona sono riff eseguiti a tutta birra, come in “Forced into possession” e la title track stessa. Alla loro seconda opera, i Black Breath ribadiscono l’intenzione, non troppo mascherata in realtà, di ridare smalto ad un sottogenere un po’ troppo bistrattato.  “Sentenced To Life” è un album genuino, veloce, grintoso e si potrà sicuramente fregiare del titolo di uscita thrash metal più interessante dell’intero 2012.

Claudia Falzone


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