Black Cobra Invernal
Recensito da Redazione Outune il
31 dic 2011

Nella sua foga primordiale il lavoro è comunque più che apprezzabile. La produzione di Kurt Ballou (Converge) si rivela adeguata nell’enfatizzare la grassezza del sound, e il continuo susseguirsi di riff incatramati e assoli ultra distorti somiglia a una gragnuola di pugni in faccia sul volto del malcapitato ascoltatore. Da notare anche le accelerazioni della batteria, che seppure non perfette tecnicamente raggiungono lo scopo somigliando a una carica di bisonti inferociti. Pochi i momenti più riflessivi, rintracciabili soprattutto nelle pieghe di “Corrosion Fields” e nei tempi più lenti di “Abyss“, mentre tutto il resto è guerra e devastazione.
“Invernal” potrebbe deludere i fan della prima ora, a causa della mancanza di variazioni psichedeliche che costituivano buona parte del fascino dei primi lavori targati Black Cobra. In realtà, astraendolo dal passato del gruppo, è un ottimo disco, parzialmente penalizzato da una certa monotonia di fondo ma in grado di dare tutto e subito, quasi a voler rappresentare la delirante cavalcata di un’orda di barbari che spazza via tutto ciò che le si para davanti. Ideale per riscaldare le lunghe sere e notti d’inverno.
Stefano Masnaghetti









