[Black Metal] Behexen – My Soul For His Glory (2008)

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  [Black Metal] Behexen – My Soul For His Glory (2008) Let the Horror and Chaos Come – Born in the Serpent of the Abyss – Demonic Fleshtemple – 6.6.6. – Cathedral of the Ultimate Void – My Soul for His Glory – And All Believers Shall be Damned – My Stigmas Bleeding Black http://www.kolumbus.fi/anniina.sade/HTML/index.htmhttp://www.myspace.com/congregationofbehexenhttp://www.hammer-of-hate.com/

 

[Black Metal] Behexen – My Soul For His Glory (2008)

Let the Horror and Chaos Come – Born in the Serpent of the Abyss – Demonic Fleshtemple – 6.6.6. – Cathedral of the Ultimate Void – My Soul for His Glory – And All Believers Shall be Damned – My Stigmas Bleeding Black

http://www.kolumbus.fi/anniina.sade/HTML/index.htm
http://www.myspace.com/congregationofbehexen
http://www.hammer-of-hate.com/

Dei Behexen ci si può sempre fidare. Questo è sostanzialmente il giudizio che mi sento di dare dopo aver gustato il terzo album della band finlandese, My Soul For His Glory, arrivato a ben quattro anni di distanza dal buonissimo By the Blessing of Satan.

Non è cambiato molto in casa  Behexen, sempre diabolici e neri come la pece, ma “dolcissimi” per le orecchie degli appassionati. Black metal senza compromessi, ben strutturato ed altrettanto ben eseguito, tra classiche sfuriate tremende e rallentamenti sulfurei. Per questo album i finlandesi hanno optato inoltre per una produzione che non penalizzasse eccessivamente la resa sonora, trovando un giusto compromesso fra tradizione black metal e “modernità”, conferendo al platter un impatto degno di nota, senza rinunciare al classico suono sporco.

Però My Soul For His Glory non è solamente impatto e velocità, ma soprattutto grande attenzione nella stesura dei pezzi, in cui i nostri mostrano un livello di maturità ormai completo, esibendo un un songwriting piuttosto ricco, con frequenti aperture melodiche, inserti coristici, e discreti interventi di tastiere, oltre a un feeling thrash che pervade un po’ tutto il lavoro.

Non c’è un brano in particolare da segnalare, tutti meritevoli e tutti oltre lo standard medio della scena attuale. Per cultori.

Stefano Risso

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