[Black Metal] Immortal – All Shall Fall (2009)

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  All Shall Fall – The Rise Of Darkness – Hordes To War – Norden On Fire – Arctic Swarm – Mount North – Unearthly Kingdom www.immortalofficial.comwww.nuclearblast.de Il ritorno degli Immortal dopo sette anni di silenzio discografico poteva essere migliore. Ma anche infinitamente peggiore. E, tutto sommato, “All Shall Fall” si rivela disco all’altezza della

 

All Shall Fall – The Rise Of Darkness – Hordes To War – Norden On Fire – Arctic Swarm – Mount North – Unearthly Kingdom

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Il ritorno degli Immortal dopo sette anni di silenzio discografico poteva essere migliore. Ma anche infinitamente peggiore. E, tutto sommato, “All Shall Fall” si rivela disco all’altezza della fama e della storia del gruppo, nonostante i picchi del passato siano lontani e le idee non più dirompenti come nel 1993.

Il punto è che da un gruppo come il loro non è lecito aspettarsi continui cambi di stile e chissà quali rivoluzioni sonore. Al massimo qualche aggiustamento nel tiro complessivo della loro musica, come accaduto in dischi quali “Pure Holocaust” (definizione di quello che sarà il tipico suono Immortal, quello con cui passeranno alla storia) e “At The Heart of Winter” (rilettura in chiave più ‘classica’ e strutturata del black metal degli esordi). Per il resto, l’attitudine, i testi e le pose sono sempre rimasti uguali e immutabili nel corso degli anni. Un’immagine quasi sempre ridicola e pacchiana, compensata da una qualità musicale quasi sempre eccellente, salvo rari scivoloni qua e là.

Il pistolotto introduttivo serve a presentare al meglio questo “All Shall Fall”, un disco che s’inserisce perfettamente nello stile degli ultimi Immortal, quelli successivi alla svolta ‘thrash’ di “At The Heart Of Winter”. Infatti, brani come “The Rise Of Darkness”, “Norden On Fire” e “Arctic Swarm” devono moltissimo a questo modo d’intendere il metal, ancorati come sono a un riffing palesemente ottantiano. Poi ci sono episodi più vicini al black marmoreo e stilizzato di “Sons Of Northern Darkness”: la title – track riparte esattamente dall’ultima nota di quest’ultimo, e “Hordes Of War” erompe in devastazione sonora, similmente a quanto faceva “One By One” nell’album precedente. Nel complesso, un disco che media saggiamente fra il quinto e il settimo album della loro carriera, e altrettanto saggiamente tralascia il mediocre “Damned In Black”, rispetto al quale “All Shall Fall” è nettamente superiore. E nella conclusiva “Unearthly Kingdom” si riesce persino ad ascoltare un discreto riff portante rallentato in stile quasi burzumiano, prima che la canzone si evolva in più rapidi passaggi thrash – orientend.

I titoli che parlano di gelo artico, orde guerresche e oscurità trionfante li abbiamo, i testi scritti da Demonaz (ancora una volta ‘membro esterno’ della band) li abbiamo, i ruggiti di Abbath li abbiamo, la furia delle chitarre in tremolo e della batteria in blast beat l’abbiamo, i passaggi arpeggiati li abbiamo (cfr. l’intro di “Norden On Fire”, simile allo stacco acustico di “Blashyrkh”), e il senso di freddo è stato ricreato con maestria per l’ennesima volta. In breve: un buon ritorno, specie se confrontato con i magri risultati di molte altre reunion, e un disco di medio valore per gli Immortal, il che significa superiore al 90% dei dischi black metal oggi in circolazione. Questo è quello che troverete in “All Shall Fall”, prendere o lasciare. Io direi di prendere.

Stefano Masnaghetti

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