[Black Metal] Leviathan – Massive Conspiracy … (2008)

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  [Black Metal] Leviathan – Massive Conspiracy Against All Life (2008) Vesture Dipped In The Blood Of Morning – Merging With Sword, Onto Them – Made As The Stale Wine Of Wrath – VI XI VI – Receive The World – Vulgar Asceticism – Noisome Ash Crown http://www.moribundcult.com/http://www.masterpiecedistribution.com/ In tutta sincerità, davo ormai per dispersi

 

[Black Metal] Leviathan – Massive Conspiracy Against All Life (2008)

Vesture Dipped In The Blood Of Morning – Merging With Sword, Onto Them – Made As The Stale Wine Of Wrath – VI XI VI – Receive The World – Vulgar Asceticism – Noisome Ash Crown

http://www.moribundcult.com/
http://www.masterpiecedistribution.com/

In tutta sincerità, davo ormai per dispersi Wrest e i suoi Leviathan: dopo il micidiale esordio “The Tenth Sub Level Of Suicide” (2003), e il buon successore “Tentacles Of Whorror” (2004), il musicista Statunitense si era lasciato prendere la mano da una sequela di split, best of, EP e sette pollici tanto irritante quanto inutile, disperdendo così la sua creatività in mille rivoli, senza riuscire a trovare il coraggio per compiere il definitivo salto di qualità. Ammetto che mi sbagliavo, e sono felice di aver finalmente tra le mani questo “Massive Conspiracy Against All Life”, che fin dai primi ascolti si rivela come il disco più maturo e riuscito della one man band di Wrest.

Prima di tutto, c’è da notare un notevole miglioramento nella qualità della registrazione: certo, in un genere come il black non è affatto indispensabile una produzione cristallina per ottenere un prodotto riuscito, anzi! Però quando le composizioni iniziano a complicarsi e i riff a stratificarsi, allora è d’uopo riuscire, per lo meno, a distinguere tra le chitarre e la batteria: questo è il caso, ed è subito un punto a favore per il disco in questione. La vera forza del platter è però quella di aver saputo amalgamare perfettamente, in un letale continuum sonoro, le parti ambient e quelle più chiaramente black metal, entrambe presenti fin dagli albori nei Leviathan, ma mai prima d’ora così coese e indistinguibili l’una dall’altra. Il risultato è notevole, persino affascinante: Wrest è ormai padrone di uno stile unico, che non può più essere definito né “suicidal black” né “depressive black” né chissà cos’altro; semplicemente, black metal nella sua più genuina e migliore espressione. Ovviamente i rimandi alle sonorità di band quali Deathspell Omega, Ondskapt, Shining e Xasthur continuano ad esserci, ma tutte queste influenze vengono filtrate tramite una sensibilità che riesce a farle proprie, ad addomesticarle ai suoi scopi. Se già in passato l’artista di San Francisco ci aveva abituati alla sua visione del mondo quale ammasso di miseria, squallore e morte, ora con “Massive Conspiracy Against All Life” tali sentimenti negativi vengono decuplicati da un wall of sound compatto e violentissimo, che trova pochi eguali nella scena estrema odierna. Nell’ambito del black più tradizionalista e ancorato all’ortodossia dettata dai grandi nomi degli anni Novanta, è veramente difficile fare di meglio. Lode dunque ai Leviathan ed al loro grandissimo ritorno.

Aggiungo solo una piccola curiosità: all’interno del digipack, spicca immediatamente questa citazione: “Whence things have their origin, Thence also their destruction happens, According to necessity; For they give to each other justice and recompense For their injustice In conformity with the ordinance of Time”. Si tratta di un celeberrimo frammento di Anassimandro; questo, però, il buon Wrest non lo dice.

Stefano Masnaghetti

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