[Black Metal/Gothic] Cradle Of Filth – Godspeed…

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[Black Metal/Gothic] Cradle Of Filth – Godspeed On The Devil’s Thunder (2008) In Grandeur and Frankincense Devilment Stirs – Shat Out of Hell – The Death of Love – The 13th Caesar – Tiffauges – Tragic Kingdom – Sweetest Maleficia – Honey and Sulphur – Midnight Shadows Crawl to Darken Counsel With Life – Darkness

[Black Metal/Gothic] Cradle Of Filth – Godspeed On The Devil’s Thunder (2008)

In Grandeur and Frankincense Devilment Stirs – Shat Out of Hell – The Death of Love – The 13th Caesar – Tiffauges – Tragic Kingdom – Sweetest Maleficia – Honey and Sulphur – Midnight Shadows Crawl to Darken Counsel With Life – Darkness Incarnate – Ten Leagues Beneath Contempt – Godspeed on the Devil’s Thunder – Corpseflower

Sito ufficiale della band
Etichetta discografica

Se i Cradle of Filth hanno ancora qualche merito, uno di questi sta sicuramente nella capacità di attirare ancora oggi l’attenzione della frangia estrema degli ascoltatori. Un nuovo disco dei vampiri inglesi fa sempre discutere, spesso per questioni di “partito” tra chi li ama o chi li odia, e sempre più per fattori che esulano dal contesto musicale.

Non deve stupire questo, infatti da almeno quattro album la band sembra aver imboccato una strada senza uscita, fallendo clamorosamente l’occasione della vita con la Sony, e sfornando lavori per nulla irresistibili, aumentando sempre di più il divario con la band geniale del passato (ormai remoto). Quello che fa riflettere è che i nostri non sembrano, o non vogliono, accorgersi del lento e costante declino, e il risultato è questo Godspeed on the Devil’s Thunder, nono album in carriera. Un concept sulla figura di Gilles De Rais (serial killer francese e militare dell’esercito di Giovanna d’Arco), che non aggiunge nulla a quanto espresso da Dani e compagni fino ad oggi, aggiungendosi alla discografia degli inglesi in modo passivo, senza ascrivere al proprio nome particolari meriti, semplicemente un album in più da annoverare e poco altro.

Oltre settanta minuti di musica, in cui si apprezza solo la produzione sempre impeccabile di Andy Sneap e l’indubbia professionalità dei musicisti all’opera, che consente loro più di un passaggio in scioltezza, annacquati però in un mare di “banalità” e soluzioni già ascoltate ampiamente in questi anni, con la consolidata mistura di black (poco), gothic, e heavy/thrash (molto). Il solito songwriting asfittico, fine a se stesso, quasi fosse un esercizio di stile, con i consueti arrangiamenti orchestrali/coristici ampollosi, in cui si percepisce tanto mestiere ma poca anima, poca ispirazione. Una serie di cliché autoreferenziali che a lungo andare stancano, vedi la coppia Midnight Shadows Crawl to Darken Counsel With Life e Darkness Incarnate, la cui lunghezza non è per nulla giustificata dai contenuti, quasi a voler aggiungere minuti per dovere più che per necessità.

Godspeed on the Devil’s Thunder è lo specchio fedele di una band che ormai ha poco altro da dire, che gioca sull’immagine che si è costruita ad arte, ma che non ha più lo smalto per poter essere ancora competitiva. Un disco di maniera, in cui non mancano buoni pezzi (Shat Out of Hell e The Death of Love), ma che lascia veramente poco, oltre a una delle copertine più brutte mai viste ultimamente.

Stefano Risso

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