[Brutal Death Metal] Nile – Those Whom The Gods…

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  [Brutal Death Metal] Nile – Those Whom The Gods Detest (2009) Kafir! – Hittite Dung Incantation – Utterances Of The Crawling Dead – Those Whom The Gods Detest – 4th Arra Of Dagon – Permitting The Noble Death To Descend To The Underworld – Yezd Desert Ghul Ritual In The Abandoned Towers Of Silence

 

[Brutal Death Metal] Nile – Those Whom The Gods Detest (2009)

Kafir! – Hittite Dung Incantation – Utterances Of The Crawling Dead – Those Whom The Gods Detest – 4th Arra Of Dagon – Permitting The Noble Death To Descend To The Underworld – Yezd Desert Ghul Ritual In The Abandoned Towers Of Silence – Kem Khefa Kheshef – The Eye Of Ra – Iskander D’hul Karnon

www.nile-catacombs.net
www.nuclearblast.de

Difficile giudicare “Those Whom The Gods Detest”, il nuovo studio album dei Nile. Soprattutto perché viene pubblicato in un momento cruciale della loro carriera, ossia quello in cui la band americana ha maturato definitivamente il proprio stile, non ha più nulla da dimostrare e si chiede, inevitabilmente, come proseguire la carriera rimanendo credibile e continuando a soddisfare i gusti dei fan. Situazione delicata, e non è raro imbattersi in gruppi che, giunti al bivio, non sanno più che pesci pigliare e sprofondano in drammatiche parabole discendenti, evidenziando notevoli cali d’ispirazione e, spesso, anche di popolarità.

Nel nostro caso, Karl Sanders e compagni hanno optato per un disco ‘riassuntivo’ di tutti quelli che l’hanno preceduto. Almeno, l’intenzione dovrebbe essere stata quella. Sicuramente “Those Whom The Gods Detest” è molto simile agli ultimi due capitoli dei Nile, “Annihilation Of The Wicked” e “Ithyphallic”: si cerca l’impatto immediato piuttosto che l’intrico sonoro e la magniloquenza d’atmosfera, come testimoniano “Hittite Dung Incantation” e “Permitting The Noble Death To Descend To The Underworld”, fra i pezzi più snelli e asciutti che i Nostri abbiano mai composto. Però, allo stesso tempo, è anche presente il tentativo di recuperare le orchestrazioni barocche e la maestosità d’insieme del controverso, ma stupendo, “In Their Darkened Shrines”: nell’opener “Kafir!” s’insinua il salmodiare di un muezzin, la title – track incrocia brutal death a stacchi acustici mediorientali, fragori di gong e pomposità sinfoniche, “Utterances Of The Crawling Dead” e “4th Arra Of Dagon” danno molto rilievo all’uso del coro, “Iskander D’Hul Karnon” chiude l’opera con cambi di tempo rapidissimi e i consueti arrangiamenti etnici.

I Nile sono ormai conosciuti da tutti gli appassionati di death metal presenti sulla faccia della terra. Si sa che, in quest’ambito, sono fra le band più originali e interessanti affermatesi nell’ultimo decennio, in grado di coniugare growl e ultraviolenza strumentale con partiture di musica arabeggiante che, forse un po’ pacchiane, risultano comunque d’incredibile efficacia nel sottolineare le storie truculente narrate dal trio, fra sanguinose divinità dell’antico Egitto, riti innominabili e qualche digressione verso l’universo impazzito di Lovecraft. “Those Whom The Gods Detest” è un ottimo disco, probabilmente migliore di “Ithyphallic” e all’altezza di “Annihilation Of The Wicked”, tuttavia un po’ forzato e troppo smanioso di accontentare tutti, per questo inferiore rispetto ai loro classici. I molti che li conoscono saranno in ogni caso soddisfatti, i pochi che ancora li ignorano è meglio che partano dall’accoppiata “Black Seeds Of Vengeance/In Their Darkened Shrines”.

Stefano Masnaghetti

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