[Dark] Canaan – The Unsaid Words/[Post Rock] Vanessa Van Basten – La Stanza…(2006)

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  The Wrong Side Of Things – This World Of Mine – Sterile – The Possible Nowheres – Fragment # 1 – Senza Una Risposta – Fragment # 2 – Fragile – Fragment # 3 – In A Never Fading Illusion – Just Another Noise – Il Rimpianto – The Unsaid Words – Fragment # 4

 

The Wrong Side Of Things – This World Of Mine – Sterile – The Possible Nowheres – Fragment # 1 – Senza Una Risposta – Fragment # 2 – Fragile – Fragment # 3 – In A Never Fading Illusion – Just Another Noise – Il Rimpianto – The Unsaid Words – Fragment # 4 – Never Again – Nothing Left (To Share)

 

www.canaan.it
www.eibonrecords.com

 

Probabilmente l'unico vero punto debole di questo disco è quello di essere uscito dopo un capolavoro epocale come "A Calling To Weakness", perché riuscire a ripetere un tale exploit evidentemente è troppo anche per un grandissimo gruppo qual è il quintetto guidato da Mauro Berchi. "The Unsaid Words" rimane un bellissimo disco, curato fin nei minimi dettagli, che sicuramente comparirà nella mia top ten di fine anno; ma paragonato al suo predecessore non regge il confronto. Forse perché si tratta di un'opera maggiormente riflessiva, nella quale il dolore non viene percepito con l'ineluttabilità e l'atroce intensità che avevano caratterizzato la chiamata alla debolezza. Qui si cerca di analizzare quello che rimane sotto le macerie, quello che non è stato distrutto e che non è andato irrimediabilmente perduto, la nostalgia e i rimpianti che si possono cantare senza essere sopraffatti dalla sofferenza (cfr. appunto "Il Rimpianto": "Il divenire di un rimpianto/Tramutato in incanto"). Per il resto le atmosfere e i riferimenti musicali sono quelli consueti: un fluire lento e angosciante di note che richiamano la lezione della dark wave degli anni Ottanta, riletta però con enorme personalità e ibridata con influssi dark – ambient, specie nei "frammenti" tra una canzone e l'altra e nell'introduzione strumentale, oltre a spunti di sapore "etnico" e mediorientale, già presenti su "A Calling To Weakness". Presente ancora una volta come ospite Gianni Pedretti, mente, cuore e voce dei supremi Colloquio, che qui canta in "Senza Una Risposta" e nella già citata "Il Rimpianto", non a caso due tra gli episodi migliori dell'album (altro brano da sottolineare assolutamente è "Never Again", il più dilaniante e amaro di tutto il disco). Rimpianto, rassegnazione e consapevole nostalgia per quello che è passato e che non potrà tornare mai più: questi i sentimenti che pervadono "The Unsaid Words", l'atto più meditativo e meno "immediato" della carriera dei Canaan, ormai giunta alla quinta emissione discografica. Probabilmente richiede più ascolti dei suoi predecessori per essere assimilato completamente, anche a causa di qualche prolissità di troppo, ma i livelli rimangono comunque altissimi, degni di uno dei più grandi gruppi italiani di sempre.

 

S.M.

 

 

La stanza di Swedenborg – Love – Dole – giornata de Oro – Il faro – Floaters – Vanja – Good Morning, Vanessa Van Basten.

http://www.myspace.com/vanessavanbasten
http://www.eibonrecords.com/

Se la stanza di cui parlano è quella dello Swedenborg, scienziato e mistico, l'ascoltatore è proprio catapultato in un mondo spirituale emozionante. Sarebbe quasi normale ascoltare un disco come questo se provenisse dall'estero. E invece ci si stupisce sempre che sia stato prodotto nel buon vecchio Stivale. Proprio così, i Vanessa Van Basten non vengono dall'Olanda e non hanno un trait d'union con il Milan. La coppia formata da Morgan Bellini e Stefano Parodi è di stanza a Genova. E questo debut album è proprio un prodotto ben fatto ed interessante, dopo che il loro nome mi era passato sotto gli occhi mesi or sono come epigono nostrano dei Jesu.

La cosa positiva è che tutto l'album mantiene alto il livello dei precedenti frammentati ascolti ripresi dalla rete. Certo, devono molta ispirazione a Justin Broadrick, quella in parte melodica proveniente dai Godflesh poi sfociate nei Jesu. Ma c'è molto di più, senza neanche ricusare la melodia. Ci sono fondamenta sonore che vengono direttamente dalla filosofia della Neurot, compresi i progetti acustici e gli ultimi Neurosis, ma si possono trovare anche derive più shoegaze e wave di Slowdive e My Bloody Valentine.

L.F.

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