[Death Metal] Anima – The Daily Grind (2008)

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Behind the Mast – There Is Something Vicious – Sitting in the Wardrobe – The Daily Grind – Dismembered – A Wrong Person to Trust In – The Interference – Isolated – Raveged by Disease MySpace della bandSito dell’etichetta discografica Sono giovanissimi, vestono all’ultima moda (metallica), hanno frangette e orecchini all’ultima moda (metallica), di conseguenza

Behind the Mast – There Is Something Vicious – Sitting in the Wardrobe – The Daily Grind – Dismembered – A Wrong Person to Trust In – The Interference – Isolated – Raveged by Disease

MySpace della band
Sito dell’etichetta discografica

Sono giovanissimi, vestono all’ultima moda (metallica), hanno frangette e orecchini all’ultima moda (metallica), di conseguenza suonano all’ultima moda (metallica), ovvero prendi in parti uguali death metal e hardcore, pompi il tutto a dovere e avrai un perfetto disco all’ultima moda… metallica!

Non sono di certo un ascoltatore che guarda al passato, ma di gruppi come gli Anima comincio ad averne veramente pieni i timpani, messi sotto un prestigioso contratto (questa volta tocca alla Metal Blade) unicamente per cavalcare l’ondata del momento, ma assolutamente privi della benché minima personalità, fantasia, feeling ecc… Insomma tutta quella serie di fattori che dovrebbero stare alla base di ogni band che si rispetti.

Gli ingredienti sono sempre i soliti, quasi non ci sarebbe bisogno di ri-elencarli: si parte da una base death metal, in questo caso più tendente alle melodie nord europee, si piazzano blast beat e parti più pesanti più per darsi un tono (vista la fiacchezza delle stesse) più che per reali intenti brutallari, si mettono voci tipicamente death metal accanto agli scream hardcore, e poi si aggiunge il suffisso “core” a tutto il possibile, partendo dalla produzione pompatissima, agli immancabili breakdown. Ora non voglio essere eccessivamente critico nei confronti di The Daily Grind, che tra l’altro non è peggio di tanti altri dischi simili, suonato per di più da musicisti di buon livello, il fatto è che questo tipo di uscite stanno realmente avvilendo i pochi esempi riusciti da ascrivere a questo genere, non offrendo niente, ma proprio niente a un ascoltatore minimamente esperto, facendo colpo eventualmente solo sui più piccoli.

Per ogni Job For a Cowboy (tanto per citare il miglior esempio in questo campo, rimanendo in casa Metal Blade) che fanno centro con un album bomba, escono decine e decine di gruppi mediocri. Stupisce che vengano messi sotto contratto e che gli sia data tutta questa visibilità. Per fortuna si può scegliere di risparmiare tempo e denaro.

Stefano Risso

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