[Death Metal] Benediction – Killing Music (2008)

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  Intro – The Grey Man – Controlopolis (Rats in the Mask) – Killing Music – They Must Die Screaming – Dripping With Disgust – Wrath and Regret – As Her Skin Weeps – Cold, Deathless, Unrepentant – Immaculate Facade – Burying the Hatchet – Beg, You Dogs http://www.myspace.com/benedictionukhttp://www.nuclearblast.de/ Quasi venti anni di carriera e

 

Intro – The Grey Man – Controlopolis (Rats in the Mask) – Killing Music – They Must Die Screaming – Dripping With Disgust – Wrath and Regret – As Her Skin Weeps – Cold, Deathless, Unrepentant – Immaculate Facade – Burying the Hatchet – Beg, You Dogs

http://www.myspace.com/benedictionuk
http://www.nuclearblast.de/

Quasi venti anni di carriera e non sentirli. Gradito ritorno per i Benediction, a sette anni di distanza dall’ultimo full-length, gli inglesi dimostrano di non essere cambiati di una virgola, presentando in Killing Music tutto il meglio del proprio vasto repertorio.

Ovviamente chi si attende novità o sorprese particolari è meglio che si rivolga altrove, dal momento che i nostri non si distaccano dal death metal old-school che li ha resi celebri negli anni novanta, con uno stile fatto di velocità moderata, lasciata esplodere solo per brevi (ma incisivi) passaggi, chitarroni semplici e quadrati, up-tempo, tappeti di doppia cassa sempre ben evidenti e growl in primo piano. E da quanto dichiarato in sede d’intervista dal cantante Dave Hunt (voce anche degli Anaal Nathrakh), i Benediction sono orgogliosi di non aver cambiato nulla del proprio trademark, rendendo comunque il nuovo materiale sufficientemente fresco e trascinante.

Infatti brani come The Grey Man, Killing Music, o Dripping With Disgust, giusto per citarne alcuni, svolgono appieno il proprio dovere, senza effetti speciali, ma con la forza del proprio incedere fiero e inesorabile, in un sound che bada dritto al sodo. Certo, il songwriting alla lunga risulta leggermente “pesante”, ma per chi si approccia a un lavoro del genere, non credo sia un parametro di grande rilevanza.

Un buon ritorno, una bella “operazione amarcod” che non scade nell’autocelebrazione pura e semplice. Per la serie: già ascoltato migliaia di volte, ma un paio in più non fa male.

Stefano Risso

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