[Death Metal] Blood Stain Child – Mozaiq

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Exotic 6 Coordinator – Cyber Green – Freedom – Energy Blast – Pitch Black Room – Another Dimension – Metropolice – C.E. 0079 – Innocence – Peacemaker Sito ufficiale della bandEtichetta discografica Giapponesi si, ma con cittadinanza onoraria musicale svedese, senza dubbio, perché ripercorrono coordinate già esplorate dagli In Flames, quelle di un death melodico

Exotic 6 Coordinator – Cyber Green – Freedom – Energy Blast – Pitch Black Room – Another Dimension – Metropolice – C.E. 0079 – Innocence – Peacemaker

Sito ufficiale della band
Etichetta discografica

Giapponesi si, ma con cittadinanza onoraria musicale svedese, senza dubbio, perché ripercorrono coordinate già esplorate dagli In Flames, quelle di un death melodico condito dalle varie intuizioni core. Giungono al terzo album optando per l’estremizzazione delle loro radici, con un innesto massiccio dell’elettronica, ma non sempre le nuove ricette hanno l’effetto sperato. Se da una parte la resa è veramente “tamarra”, adatta ad un party, dall’altra i ritornelli si tendono a dimenticare troppo facilmente e la sensazione di un qualcosa che non riesce a quadrare rimane nell’aria.

Nonostante gli episodi più felici come “Freedom”(tributante gli ultimi Children Of Bodom sull’asse tastiera/chitarra) e “Innocence” (Maripu, presenza femminile, da un tocco 80’s alla proposta già intrisa delle origini orientali della band), l’album viaggia verso una apatica sufficienza, che ogni tanto vacilla dinnanzi a pessime trovate pseudo discotecare (“Energy Blast”) più frutto di copia/incolla (“Metropolice”) che veri tentativi di fondere stili o creare qualcosa che si avvicini all’avantgarde. Paradossalmente questo non fa che avvicinarli agli stereotipi del genere.

Tue Madsen (Dark Tranquillity, The Haunted, Mnemic, Illdisposed) dietro al mixer compie comunque il suo discreto lavoro con una produzione adatta a tali sonorità, persino quando si prova a giocare con l’industrial/rock moderno di “Peacemeaker”, discretamente conclusa da un assolo. Ci si chiede se davvero sia ancora necessario l’uso di Ryo alle clean vocals decisamente sotto standard nel settore e aspettative del target di utenza. L’interrogativo è l’ennesima goccia in un mare di dubbi che la band dovrà affrontare presto se vorrà ottenere la consacrazione e non lasciarsi semplicemente trasportare dal caso.

Federico Francesco Falco

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