[Death Metal] Brutalità e tecnica, connubbio estremo: Psycroptic (06) e Neuraxis (05)

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  [Brutal Death Metal] Psycroptic – Symbols Of Failure (2006) Alpha Breed – Missionaries Of A Future To Come – Merchants Of Deceit – Minions: The Fallen – Repairing The Dimensional Cluster – Epoch Of The Gods – Our Evolutionary Architecture – An Experiment In Transience – Cleansing A Misguided Path http://www.psycroptic.com/http://www.neurotic-records.com/ [Tehcno Death Metal]

  

[Brutal Death Metal] Psycroptic – Symbols Of Failure (2006)

Alpha Breed – Missionaries Of A Future To Come – Merchants Of Deceit – Minions: The Fallen – Repairing The Dimensional Cluster – Epoch Of The Gods – Our Evolutionary Architecture – An Experiment In Transience – Cleansing A Misguided Path

http://www.psycroptic.com/
http://www.neurotic-records.com/

[Tehcno Death Metal] Neuraxis – Trilateral Progression (2005)

Introspect – Clarity – Thought Adjuster – Shatter The Wisdom – Monitoring The Mind – A Curative Struggle – Chamber Of Guardians – Caricature – Axioms – The Apex

http://www.neuraxis.org/
http://www.earache.com/

Ok, lo so che il 2005 è andato, questo disco però porta un termine di paragone importante: arrivato in Italia tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006, l'album dei Neuraxis "Trilateral Progression" è stato scoperto un pelo in ritardo dai deathsters europei. Un disco semplicemente monumentale, uno dei migliori esempi di cosa voglia dire suonare death metal in un modo spaventosamente tecnico e coinvolgente allo stesso tempo. La cosa che sorprendeva nel disco dei canadesi era la relativa fruibilità anche per un non avvezzo a un certo tipo di sonorità estreme e la presenza, perfettamente dosata e inquadrata, di momenti melodici localizzati nei punti giusti. Insomma per farla breve, per il sottoscritto questo è stato il miglior disco brutal death del 2005, anche se, fino all'ascolto del nuovo album degli Psycroptic, lo era anche del 2006. Quindi l'articolo in questione tratta degli Psycroptic, ripescando una release fantastica come quella dei Neuraxis.

Dopo queste ultime righe di aria fritta, passiamo all'analisi del prodotto di questi pazzoidi provenienti dalla Tasmania (sì, avete letto bene). Non nego che la loro origine abbia comunque giocato un minimo ruolo nella libidine provata all'ascolto di "Symbols Of Failure". I ragazzi guidati dal growl tremendo di Jason Peppiatt, mettono sul mercato il terzo disco della loro ancora giovane carriera. Se a un primo distratto ascolto il cd potrebbe essere rapidamente considerato il "classico" buon disco di brutal death, con le listening session successive si apprezza il potenziale enorme che questo gruppo possiede. Il tasso di tecnica che appartiene alla line-up è immenso, i brani sono compatti, diretti e veramente estremi, a volte si sentono i chiari richiami a Cryptopsy e compagni di scena canadese (e qua torniamo ai Neuraxis), e tutto questo fluisce in modo inarrestabile, senza risultare eccessivamente fragoroso o confuso, grazie anche a un'ottima produzione. La sostanziale differenza tra i due dischi è l'assenza di momenti vagamente melodici negli Psycroptic, in favore di un'aggressione senza sosta, che porta a un album che porta il brutal ancora più in là, attingendo dalla lezione dei Morbid Angel ma anche di bands quali i Gorguts. La scelta di "Symbols Of Failure" (e anche del confronto con l'album dei Neuraxis) è arrivata in base alla volontà di presentare un nome nuovo e validissimo nell'anno in cui il ritorno di Cannibal Corpse, Deicide e compagnia brutale potrebbe mettere in secondo piano realtà così meritevoli.

Grazie a Piero Lisergi

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