[Death Metal] Cannibal Corpse – Evisceration …

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  [Death Metal] Cannibal Corpse – Evisceration plague (2009) Priests Of Sodom – Scalding Hail – To Decompose – A Cauldron Of Hate – Beheading And Burning – Evidence In The Furnace – Carnivorous Swarm – Evisceration Plague – Shatter Their Bones – Carrion Sculpted Entity – Unnatural – Skewered From Ear To Eye http://www.cannibalcorpse.net/http://www.metalblade.com/

 

[Death Metal] Cannibal Corpse – Evisceration plague (2009)

Priests Of Sodom – Scalding Hail – To Decompose – A Cauldron Of Hate – Beheading And Burning – Evidence In The Furnace – Carnivorous Swarm – Evisceration Plague – Shatter Their Bones – Carrion Sculpted Entity – Unnatural – Skewered From Ear To Eye

http://www.cannibalcorpse.net/
http://www.metalblade.com/

Parlare di disco di mestiere per i Cannibal Corpse sembrerà una banalità, visto che gli statunitensi sono in giro da ormai vent’anni e la loro proposta, storicamente, non si è mai discostata da un death metal di stampo americano piuttosto canonico. La differenza è che, rispetto a gruppi del genere con lunghe carriere, la band di George “Corpsegrinder” Fisher fa parte di quella nicchia che è riuscita a piazzare sul mercato una lunga serie di album di qualità almeno discreta. Dopo il riuscito “Kill”, datato 2006, era lecito aspettarsi un disco che confermasse il suo buon livello.

Missione compiuta? Non del tutto: “Kill” è e rimane uno dei capitoli più riusciti della saga Cannibal Corpse, questo “Evisceration plague” è inferiore. Confermato Erik Rutan (Hate Eternal) nel ruolo di produttore, autore di un ottimo lavoro basato su un giusto mix tra potenza e qualità dei suoni, i cinque confermano le loro qualità compositive, riuscendo a mescolare come pochi riescono a fare le parti più tirate (che culminano con i precisi blast-beat di Mazurkievicz) a quelle più cadenzate e pesanti, che a dirla tutta fanno più male dei “tupatupa”. Dispiace però vedere un “Corpsegrinder” quasi alla frutta, che non convince e che, a tratti, sembra monocorde. Il risultato sono 12 brani completi e abbastanza nella norma, non un brutto lavoro ma un cd che sostanzialmente non resterà per molto tempo nel vostro stereo. Certo, la classe non è acqua ma, come già detto, poteva andare meglio.

Nicola Lucchetta

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