[Death Metal] Deicide – Till Death Do Us Part (2008)

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  The beginning of the end – Till death do us part – Hate of all hatreds – In the eyes of God – Worthless misery – Severed ties – Not as long as we both shall live – Angel of agony – Horror in the halls of stone – The end of the beginning

 

The beginning of the end – Till death do us part – Hate of all hatreds – In the eyes of God – Worthless misery – Severed ties – Not as long as we both shall live – Angel of agony – Horror in the halls of stone – The end of the beginning

http://www.deicide.com/
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La band di Glen Benton (e già qui si potrebbe discutere, visto che anche a questo giro Steve Asheim si è sobbarcato il grosso del lavoro) torna dopo due anni con “Til Death Do Us Part”, disco strombazzato dai media come il ritorno ai fasti di un tempo, ma che in realtà si conferma solo un onesto cd di death floridiano fatto da gente che quel genere lo ha plasmato con le proprie mani.

Sarà che ormai i Deicide non sono più una band vera e propria, sarà che ormai Benton punta più ad accudire i satanassi dei suoi figli, ma questo ultimo lavoro frena le ambizioni di una band che sembrava lanciatissima con i precedenti due album (“Scars of the Crucifix” e “The Stench Of Redemption”). In poche parole, non si va oltre l’ordinaria amministrazione: non bastano gli assoli di Santolla, le parti di batteria incredibili di Asheim, uno dei drummer più dotati nel genere, le parti tiratissime, nelle quali i Nostri dimostrano di poter fare ancora scuola, a tenere su la baracca e fare andare questo disco oltre il mero compitino e una meritata sufficienza. Manca quell’alchimia tra i componenti e il tocco di classe che ha reso album come “Legion” pilastri inamovibili del genere.

Fine della carriera per i Deicide? Magari non con questo disco, ma sicuramente la band floridiana, se non dovesse decidersi di ritornare ad essere un’entità vera e propria, difficilmente andrà avanti ancora per molto.

N.L.

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