[Death Metal] Entombed – Serpent Saints, The Ten Amendments (2007)

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Serpent Saints – Masters Of Death – Amok – Thy Kingdom Coma – When In Sodom – In The Blood – Ministry – The Dead, The Dying And The Dying To Be Dead – Warfare, Plague, Famine, Death – Love Song For Lucifer www.entombed.orgwww.threeman.net Il nuovo disco degli Entombed è un disco degli Entombed. Questa


Serpent Saints – Masters Of Death – Amok – Thy Kingdom Coma – When In Sodom – In The Blood – Ministry – The Dead, The Dying And The Dying To Be Dead – Warfare, Plague, Famine, Death – Love Song For Lucifer

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Il nuovo disco degli Entombed è un disco degli Entombed.

Questa tautologia serve a mettere in chiaro fin dall'inizio che "Serpent Saints" è il classico album che ogni fan del gruppo Svedese si aspetta da loro; di più, a partire dalla title track è palese il tentativo di recuperare il vecchio crushing sound dei loro primi capolavori (e non tragga in inganno l'arpeggio iniziale). Nonostante l'abbandono dello storico chitarrista Uffe Cederlund, per tutti i 40 minuti di durata del disco si respira un'atmosfera a metà strada tra "Left Hand Path" e "Wolverine Blues", ossia un wall of sound prettamente death metal sul quale s'innestano frequentemente i loro classici groove death'n'roll, fino a giungere al recupero di ritmi e riff di chiara ascendenza thrash: così "Masters Of Death" è una sorta di tributo agli Slayer, mentre la bellissima e terremotante "When In Sodom" l'avrebbero potuta scrivere i Venom nel momento del loro massimo fulgore. L'eterogeneità stilistica avrebbe potuto essere un punto debole di "Serpent Saints", ma grazie all'esperienza ventennale di Petrov e compagni tutto è perfettamente amalgamato e i dieci brani scivolano via senza nessuna stonatura, coinvolgenti e brutali come si conviene ad una band del loro calibro. I quattro anni di distanza dall'ultimo full length, il claudicante "Inferno", hanno indubbiamente fatto bene ai Nostri e al loro songwriting, rendendolo più fresco e in grado di evitare quasi del tutto le cadute di tono (l'unico pezzo veramente brutto e inutile è, infatti, il conclusivo pseudo – industrial "Love Song For Lucifer").

Ovviamente stiamo parlando di un lavoro riepilogativo, non c'è nulla di nuovo all'orizzonte né tanto meno abbiamo a che fare con un capolavoro; tuttavia "Serpent Saints" rimane un ottimo disco, il migliore scritto dagli Entombed dai tempi di "Same Difference", in grado di fomentare un sano headbanging e di far gioire per un'istituzione del metal che non ha nessuna voglia di mollare.

S.M.

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