[Death Metal] Hackneyed – Death Prevails (2008)

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  Unseen Enemy – Gut Candy – Ravenous – Axe Splatter – Neon Sun – Worlds Collide – Symphony Of Death – Bone Grinder – Again http://www.hackneyed.de/http://www.nuclearblast.de/ Primo album per gli Hackneyed, formazione tedesca spuntata fuori dal nulla, con alle spalle la potentissima Nuclear Blast e pubblicità importanti (Peter Tagtgren non si muove per tutti).

 

Unseen Enemy – Gut Candy – Ravenous – Axe Splatter – Neon Sun – Worlds Collide – Symphony Of Death – Bone Grinder – Again

http://www.hackneyed.de/
http://www.nuclearblast.de/

Primo album per gli Hackneyed, formazione tedesca spuntata fuori dal nulla, con alle spalle la potentissima Nuclear Blast e pubblicità importanti (Peter Tagtgren non si muove per tutti). Giovanissimi, i nostri si aggiungono alla schiera di “bimbi prodigio” del death metal, che ha visto su tutti gli sfortunati Decapitated, o i recenti Job for a Cowboy, ergersi agli onori della cronaca per qualità sopra la media.

Ennesima “operazione commerciale” o gruppo rivelazione? Alla luce di questo Death Prevails possiamo dire che la verità sta probabilmente nel mezzo; se è vero che una spinta mediatica come quella di cui stanno godendo i nostri fa sorgere qualche dubbio, è altrettanto vero però che questi ragazzi sanno il fatto loro, facendo sentire già cose discrete che non potranno che migliorare negli anni a venire.

Gli Hackneyed propongono un death metal old-school di stampo americano, abbastanza canonico, giocato su incalzanti up-tempo pronti a sfociare in brucianti accelerazioni, inserendo nel contesto anche una buona dose di melodia. Purtroppo tutto già ampiamente sentito centinaia di volte, con i soliti schemi e solite variazioni ampiamente prevedibili (dicasi la stessa cosa per le lyrics), il tutto supportato da una produzione di alto livello. Probabilmente l’album sarebbe passato direttamente nel dimenticatoio se non fosse per l’età media da adolescenti dei nostri… E in effetti fa un certo effetto guardare la foto degli Hackneyed pensare che quel ricciolino quattordicenne riesca a suonare la chitarra in questo modo, o che la giovane ugola del cantante sia così profonda.

Eppure non possiamo consigliare Death Prevails, ancora troppo acerbo, a tratti privo di mordente, superfluo, forse un lavoro confezionato con troppa fretta, giocando maggiormente sul fattore età, che sulla reale caratura delle canzoni proposte. Bravi, anzi bravissimi, ma rimandati a settembre. Di quale anno non si sa.

Stefano Risso

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