[Death Metal] The Amenta – n0n (2008)

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On – Junky – Vermin – Entropy – Slave – Whore – Spine – Skin – Dirt – Atrophy – Cancer – Rape Sito ufficiale della band Etichetta discografica Nuovo album per gli australiani The Amenta. Dopo il debutto segnato dal buon Occasus, i nostri danno alla luce n0n, un ulteriore passo avanti nell’affollatissimo panorama

On – Junky – Vermin – Entropy – Slave – Whore – Spine – Skin – Dirt – Atrophy – Cancer – Rape

Sito ufficiale della band
Etichetta discografica

Nuovo album per gli australiani The Amenta. Dopo il debutto segnato dal buon Occasus, i nostri danno alla luce n0n, un ulteriore passo avanti nell’affollatissimo panorama del metal estremo.

Un disco che è il naturale seguito del precedente, migliorato però sotto molti punti di vista: si notano infatti progressi compositivi, progressi negli arrangiamenti, maggiore consapevolezza nei propri mezzi, un bagaglio di esperienza certamente più importante, maggior cura dei dettagli, ecc… Insomma, un lavoro studiato e realizzato molto bene, che ci catapulta in scenari apocalittici, in una visione del mondo asettica, e spietata. Quello che salta maggiormente all’orecchio, è che i nostri hanno calcato maggiormente la mano sulla componente industrial, andando a influenzare ogni cosa del disco, declinandola in questa direzione.

Per questa ragione si spiegano strutture a dir poco monolitiche, fatte di un death metal marziale che, se lascia qualche perplessità sulla lunga distanza, non teme confronti in quanto a impatto, un muro sonoro che avanza con chirurgica precisione. Riffing quadrato che va dritto al sodo, nessuna concessione al “concept”, nessuna digressione, canzoni costantemente in tensione tra frangenti di cieca ferocia e attimi di quiete/tensione; il tutto sottolineato da una produzione ad hoc, fredda, con una batteria (affidata a Dave Haley, recentemente intervistato per gli Psycroptic) dai suoni e dalla precisione meccanica. Grande importanza è stata affidata, come ovvio, a campionamenti vari (un vera gamma) e alle tastiere, due elementi che danno un senso a tutto il lavoro, conferendo profondità e atmosfere molto curate.

Diciamo subito che n0n è uno di quei dischi che possono annoiarvi dopo pochi minuti, o mantenervi incollati alla poltrona per tutta la sua durata. Dipende tutto dal saper entrare nell’ottica di un album fatto non per deliziare le orecchie con virtuosismi e fantasia, ma per inquietare l’ascoltatore, martellarlo, e trasportarlo nella dimensione industriale descritta dai The Amenta. Un’operazione non semplice, e che poteva risultare migliore (dato un leggero calo nel finale), ma che merita attenzione.

Stefano Risso

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