[Deathcore/Thrash Metal] Divine Heresy – Bringer …

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  [Deathcore/Thrash Metal] Divine Heresy – Bringer Of Plagues (2009) Facebreaker – The Battle Of J. Casey – Undivine Prophecies (Intro) – Bringer Of Plagues – Redefine – Anarchaos – Monolithic Doomsday Devices – Letter To Mother  – Enemy Kill – Darkness Embedded – The End Begins http://www.myspace.com/divineheresybandhttp://www.centurymedia.com/us/ Nonostante le voci che parlano di un

 

[Deathcore/Thrash Metal] Divine Heresy – Bringer Of Plagues (2009)

Facebreaker – The Battle Of J. Casey – Undivine Prophecies (Intro) – Bringer Of Plagues – Redefine – Anarchaos – Monolithic Doomsday Devices – Letter To Mother  – Enemy Kill – Darkness Embedded – The End Begins

http://www.myspace.com/divineheresyband
http://www.centurymedia.com/us/

Nonostante le voci che parlano di un ritorno con i Fear Factory, la (non più) nuova band di Dino Cazares sembra comunque andare dritta per la sua strada: ecco qui, a distanza di due anni dal precedente “Bleed The Fifth”, la seconda release dei Divine Heresy.
Cambia il vocalist (Travis Neal al posto del licenziato Tommy Cummings), ma non cambia la sostanza: il duo composto dal talentuoso (e mostruoso) percussionista Tim Yeung e dal ciccione messicano resta il nucleo su cui verte l’intero album, fatto di ritmi assassini pestati, veloci e spaccacollo. Chi sperava in qualche innovazione rimarrà inevitabilmente deluso, in quanto non ci è mossi di un millimetro rispetto a due anni fa; tutt’al più si potrà disquisire su quale dei due singer si preferisce, ma niente altro.

La produzione fa la parte del leone, fattore quanto mai necessario quando si tratta di un genere che non ammette sbavature; il risultato finale però, complice anche la natura estrema e precisissima dei pezzi, è decisamente plasticoso e finto, per la gioia(?) delle nuove generazioni e il disgusto delle vecchie. Insomma, l’altra faccia della medaglia stavolta si fa sentire anche troppo.
Il limite di “Bringer Of Plagues” (come del suo predecessore) è proprio questo infatti: è difficile riconoscerci un’anima, quanto piuttosto una fredda esecuzione che anche delle macchine sarebbero state capaci di fare. Chi giudicherà questo aspetto come secondario troverà in questa release pane per i suoi denti, perché Cazares sarà anche meno ispirato rispetto ai tempi d’oro dei Fear Factory, ma è ancora indubbiamente capace di farci scapocciare come si deve.

Nicolò Barovier

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