[Electronic] Alec Empire – The Golden Foretaste Of Heaven (2008)

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New Man – If You Live Or Die – ICE (As If She Could Steal A Piece Of My Glamour) – 1000 Eyes – Down Satan Down (Dub) – On Fire (The Hellish Vortex Sessions) – Robot L.O.V.E. – Death Trap In 3D – Bug Pn My Windshield – No, Why, New York http://www.alec-empire.comhttp://www.eat-your-heart-out.com/ Ritorna


New Man – If You Live Or Die – ICE (As If She Could Steal A Piece Of My Glamour) – 1000 Eyes – Down Satan Down (Dub) – On Fire (The Hellish Vortex Sessions) – Robot L.O.V.E. – Death Trap In 3D – Bug Pn My Windshield – No, Why, New York

http://www.alec-empire.com
http://www.eat-your-heart-out.com/

Ritorna la mente dei defunti Atari Teenage Riot, ritorna con un nuovo disco solista dopo Intelligence and Sacrifice (2001) e Futurist (2005), ritorna con una nuova etichetta tutta sua e con una nuova direzione musicale. Sbagliata. Oh cazzo. In pratica Alec ha completamente appeso al chiodo la chitarra abrasiva del garage rock vs techno di Futurist, ha dimesso la voce urlata da propaganda politica e, ovviamente, il martellamento techno hardcore rimane un ricordo del passato.

Tutto questo per cosa? Beh, per un disco di ‘semplice’ elettronica, con la sua voce con lo stesso filtro di sempre e un paio di pezzi più impegnati alla Nine Inch Nails. Cioè, il lavoro è divertente, ma non se ne capisce bene il senso. E’ come se Alec abbia indossato male uno smoking per andare a mangiare in trattoria. Come songwriting le canzoni sono più glam e pop che in passato, si cerca di creare un’atmosfera più pettinata…ma i suoni, pur non essendo terroni come suo solito, sono comunque abbastanza coatti. Lui è ormai un esperto, ma non è Trent Reznor e non suona certo nei Depeche Mode. A proposito di Reznor: dopo i primi tre pezzi belli catchy c’è ‘1000 Eyes’, con Alec che fa un po’ NIN, così come nella parte conclusiva; poi però ci sono pezzi esageratamente fun come ‘Down Satan Down’, pezzi come ‘On Fire’ dove ci si sente finalmente un po’ in pericolo e pezzi orribilmente stupidi come ‘Robot Love’ e ‘Death Trap’. Insomma, la direzione dell’album non è chiara, anche se è decisamente più easy che in passato.
In definitiva, un dischettino di musica elettronica ben confezionato, ma che trasmette molto meno di quanto ci si aspettava da Alec.

M.B.

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