Enter Shikari A Flash Flood Of Colour

3/5
Giocano pesante gli Enter Shikari: con “A Flash Flood Of Colour” abbattono definitivamente le barriere del rave e del crossover che partiva comunque da una base hardcore, per cavalcare l’onda dubstep e lasciare che l’elettronica debordi ovunque. Che il loro sound sia stato da sempre piuttosto originale e imprevedibile è un fatto, ora però Reynolds

Giocano pesante gli Enter Shikari: con “A Flash Flood Of Colour” abbattono definitivamente le barriere del rave e del crossover che partiva comunque da una base hardcore, per cavalcare l’onda dubstep e lasciare che l’elettronica debordi ovunque. Che il loro sound sia stato da sempre piuttosto originale e imprevedibile è un fatto, ora però Reynolds grida e residui growl li lascia quasi del tutto da parte, le chitarre e i breakdown esagerati sono in pratica sostituiti da intermezzi trance e modernamente drum and bass.

La melodia zampilla ancora qua e là (la conclusiva “Constellations” è il classico pezzo che farà dire ai fans ‘ah che emozioni che donano gli ES’) ma è quando si cambia ritmo e ci si lancia in danze senza senso che gli Enter Shikari dimostrano la propria forza. Tuttavia la mossa intelligente, oltre all’esasperazione di lyrics politicizzate e forse anche no-global, sta nell’aver prodotto un disco così complicato con tutte le attenzioni del caso in termini di sound, in modo che il casual listener possa avvicinarsi a un cd complesso ma fatto per il mercato mainstream e per le popolazioni delle disco drum n’ bass del Regno Unito, dove tra l’altro i ragazzi vanno fortissimo. Detto questo, benchè a livello musicale oramai non ci sorprendono più, il video di “Arguing With Thermometers” è spettacolare. Unico dubbio è capire per quale astruso motivo “Destabilise” sia stata lasciata fuori dalla tracklist standard, dato che è un gran pezzo oltre che una bella bonus track. Sarà vera gloria? Lo stabilirà il tempo, sicuramente dal vivo gli Enter Shikari continueranno a spaccare e divertire anche chi non li ha mai sentiti nominare.

Paolo Sisa


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