Evergrey – Glorious Collision

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Alla vigilia della release di “Glorious Collision” eravamo un po’ titubanti sulla riuscita del disco. Perché dopo l’abbandono nel 2010 di 3 componenti su 5 della line-up pensavamo che i tempi di collaudo per trovare un giusto equilibrio coi nuovi membri sarebbero stati lunghi. Una volta ascoltato l’album le supposizioni di cui sopra si son

Alla vigilia della release di “Glorious Collision” eravamo un po’ titubanti sulla riuscita del disco. Perché dopo l’abbandono nel 2010 di 3 componenti su 5 della line-up pensavamo che i tempi di collaudo per trovare un giusto equilibrio coi nuovi membri sarebbero stati lunghi. Una volta ascoltato l’album le supposizioni di cui sopra si son rivelate infondate, perché dal primo pezzo “Leave it behind Us” all’ultimo “…And The Distance” non c’è una nota stonata né una canzone che lascia perplessi. Al contrario tutto sembra incastrarsi perfettamente come un puzzle.

“Leave it behind us” è la prima traccia dell’album e già ascoltando i primi 45-50 secondi abbiamo la concreta consapevolezza di trovarci dinanzi ad una tipica canzone degli Evergrey. Come del resto abbiamo la stessa percezione anche di “Frozen”. Potente (è il pezzo più impetuoso dell’intero disco) e intensa, ricorda i fasti di “Recreation Day”.

La scelta per il primo estratto del cd è ricaduta su “Wrong” e mai scelta fu più azzeccata. La melodia del singolo è molto accattivante e la voce di Englund, se possibile, è in grado di aggiungere quel qualcosa in più da rendere il pezzo perfetto. Il pezzo è talmente immediato da risultare commerciale (nel senso positivo del termine).

Anche se, a dir la verità, in questo lavoro sono le sonorità più oscure e cupe a prevalere, concedendo uno spazio importante anche alle linee melodiche. Un esempio su tutte “The disease…”, i cui punti di forza sono le tastiere e Tom Englund che probabilmente regala una delle performance migliori di tutto il cd.

“Glorious Collision” è un disco intenso, un susseguirsi di pezzi veloci alternati a ballad e a tracce mid tempo ma senza risultare discontinuo. Tutt’altro, è un album che risulta sempre coerente a se stesso e nonostante sia leggermente meno heavy dei precedenti, siamo certi che questo lavoro rappresenterà un nuovo inizio per la band svedese.

Claudia Falzone

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