[Folk Metal] Kivimetsän Druidi – Shadowheart

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Northwind (Prelude) – Blacksmith – Jäässä Varttunut – Halls of Shadowheart – Pedon Loitsu – Burden – The Tyrant – Tiarnäch-Verinummi – Verivala – Korpin Laulu – Mustan Valtikan Aika Sito ufficiale della bandEtichetta discografica Dopo diversi demo ed ep, arriva il debutto per i finlandesi Kivimetsän Druidi, il qui presente Shadowheart. Un debutto sulla

Northwind (Prelude) – Blacksmith – Jäässä Varttunut – Halls of Shadowheart – Pedon Loitsu – Burden – The Tyrant – Tiarnäch-Verinummi – Verivala – Korpin Laulu – Mustan Valtikan Aika

Sito ufficiale della band

Etichetta discografica

Dopo diversi demo ed ep, arriva il debutto per i finlandesi Kivimetsän Druidi, il qui presente Shadowheart. Un debutto sulla scena direttamente da una delle porte principali, avendo alle spalle la Century Media, garantendo così al sestetto una promozione di tutto rispetto.

Alla luce del disco, possiamo dire che i nostri hanno a disposizione, in questo senso, più di quanto meriterebbero. Accasati da qualche altra parte, i Kivimetsän Druidi sarebbero passati quasi inosservati, ma tant’è… Il disco è, come prevedibile, sviluppato secondo canoni folk/celtic, prendendo spunto a piene mani dalla scuola finlandese, e dai gruppi più in voga del genere. La solita commistione di metal estremo e parti operistiche, non dà i frutti sperati, presentando i classici stilemi ormai canonizzati: base strumentale robusta (con vari richiami al black metal), tastiere, e la doppia voce (maschile in growl, femminile operistica) a chiudere il cerchio delle citazioni.

Shadowheart è composto da pezzi inediti e da vecchi brani registrati nuovamente per l’occasione, ed è forse anche per questo motivo che la tracklist sembra spezzettata in più tronconi, con troppe differenze stilistiche tra un brano e l’altro. La varietà non è mai da condannare, ma quando questa non viene controllata e indirizzata nel modo giusto, allora diventa qualcosa che penalizza tutto il lavoro. Cosa che accade ai finlandesi, che saltando da una citazione all’altra, dall’estremo, al power, al gothic, (non sto a scrivere i gruppi in questione, sarebbe troppo lungo), non sembrano riuscire a dire molto in fin dei conti, spaziando tanto, ma su basi decisamente scricchiolanti.

Non un bruttissimo lavoro, dal momento che le qualità per migliorare ci sono, bisogna dare tempo al tempo come si suol dire. Che i ragazzi mettano a frutto l’occasione che gli è stata data. Al momento la strada appare ancora lunga.

Stefano Risso

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