Glamour Of The Kill – The Summoning

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Anche se già da tempo sono visti di buon occhio dalla stampa specializzata, i Glamour Of The Kill piazzano zitti zitti una bella carta in ambito metalcore melodico con il nuovo The Summoning. La loro prima fatica sulla lunga distanza, dopo l’omonimo EP, si rivelerà a conti fatti tra le sorprese più interessanti del genere

Anche se già da tempo sono visti di buon occhio dalla stampa specializzata, i Glamour Of The Kill piazzano zitti zitti una bella carta in ambito metalcore melodico con il nuovo The Summoning. La loro prima fatica sulla lunga distanza, dopo l’omonimo EP, si rivelerà a conti fatti tra le sorprese più interessanti del genere da molto tempo a questa parte.

Brevemente: The Summoning è il disco che avrebbero fatto gli Avenged Sevenfold se non si fossero cullati negli allori dopo City Of Evil. E proprio dalla band statunitense i Nostri prendono molta ispirazione: cori azzeccati da arena rock, un’attitudine glam e gli assoli che, pur essendo dei remix degli Iron Maiden in alcune parti, sono praticamente perfetti nel contesto. Aggiungete che nella seconda metà la musica si fa più pesante, con una marcata impronta “british” (niente NWOBHM, ma act come Bullet For My Valentine e Bring Me The Horizon) e un modern thrash figlio dei Pantera, e gli ingredienti per il classico minestrone senza senso ci sono tutti. Grande errore: i Nostri riescono ad amalgamare il tutto senza grosse forzature, piazzando almeno due pezzi da novanta (Feeling Alive e Lost Souls) e un semi-filler (la breve ballad Malevolent Reign, che spacca letteralmente in due il disco).

Bella sorpresa questi Glamour Of The Kill. Segnateveli in agenda: ne sentiremo parlare già nei prossimi mesi.

Nicola Lucchetta

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