[Hard & Heavy] Sinner – Crash & Burn (2008)

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Crash & Burn – Break The Silence – The Dog – Heart Of Darkness – Revolution – Unbreakable – Fist To Face – Until It Hurts – Little Head – Connection – Like A Rock http://www.matsinner.com/http://www.afm-records.de Che Mat Sinner sia tornato a fare buona musica non lo scopriamo oggi. Bene o male ha sempre tirato

Crash & Burn – Break The Silence – The Dog – Heart Of Darkness – Revolution – Unbreakable – Fist To Face – Until It Hurts – Little Head – Connection – Like A Rock

http://www.matsinner.com/
http://www.afm-records.de

Che Mat Sinner sia tornato a fare buona musica non lo scopriamo oggi. Bene o male ha sempre tirato fuori qualcosa di accettabile dalle sue produzioni ma è con l’avvento di New Religion dei Primal Fear (che ha segnato il distacco definitivo con la sua vecchia fiamma, Nuclear Blast) che la macchina ha cominciato a girare per il verso giusto: Crash & Burn è un’altra dimostrazione di serenità ritrovata, di interessanti idee, di buoni propositi, e il fatto che si sia stato affiancato ancora una volta da Igor Gianloa e da Henry Wolter, sinonimi di qualità, aumenta le credenziali di un progetto solista che oggi vive uno dei suoi momenti d’oro.

La direzione intrapresa è tendenzialmente dissimile da quanto fatto in passato: l’heavy metal senza compromessi lascia il posto ad un hard & heavy robusto, alimentato dal proverbiale riff killer firmato Mat Sinner e cesellato da una produzione a dir poco eccezionale (Dennis Ward docet), capace di dare quella marcia in più a un disco solido e melodico.
Prendo a campione la traccia singolo, The Dog, alla quale è impossibile resistere per via di un giro di chitarra elettrica che più marcio non si può, ma c’è spazio anche per un brano legato agli ultimi Primal Fear, Heart Of Darkness, molto epico e allo stesso tempo distante da quanto fatto sino ad oggi col side project. Rock che non perdona quello di Revolution o quello di Unbreakable, due canzoni tra le più riuscite nelle quali spicca la voce roca di un Mat Sinner in palla anche col microfono: certo, se ci fosse un vocalist un po’ più versatile il gruppo ne guadagnerebbe ulteriormente.

Come avrete facilmente intuito, chi scrive è rimasto piacevolmente sorpreso dalla nuova uscita targata Sinner, album che mette la freccia e sorpassa senza problemi il penultimo Mask Of Sanity puntando sull’efficienza di un songwriting intelligente e sulla qualità di una produzione esemplare. Per chi fosse interessato all’acquisto, e qui chiudo, c’è una squisita edizione limitata in digipack che include due brani esclusivi.

Gaetano Loffredo

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