[Hard & Heavy] Tim Ripper Owens – Play My …

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  [Hard & Heavy] Tim Ripper Owens – Play My Game (2009) Starting Over – Believe – The Cover Up – Pick Yourself Up – It Is Me – No Good Goodbyes – The World is Blind – To Live Again – The Light – Play My Game – Death Race – The Shadows Are

 

[Hard & Heavy] Tim Ripper Owens – Play My Game (2009)

Starting Over – Believe – The Cover Up – Pick Yourself Up – It Is Me – No Good Goodbyes – The World is Blind – To Live Again – The Light – Play My Game – Death Race – The Shadows Are Alive

http://www.myspace.com/timtheripperowens
http://www.spv.de/eng/steamhammer/default.html

Questo Ripper…tanto grande cantante quanto sfortunato nella carriera. Sia chiaro, entrare nei Judas Priest e conquistare anche i più scettici non era cosa semplice e lui c’è riuscito. Tuttavia col ritorno di Halford e la dipartita del nostro dal Sacerdote di Giuda la sua carriera ha subito davvero inflessioni sempre più profonde (dagli Iced Earth fino a ridursi a suonare con Malmsteen).
“Play My Game”, il suo nuovo capitolo solista, è un buon sunto di quello che il singer di Akron è stato in grado di fare negli anni, ma i brani non hanno l’anima necessaria per creare un disco da impatto. Il perché si chiama: Guest Musicians. Circondarsi di grandi musicisti (Billy Sheehan, Craig Goldy, Doug Aldrich, Jeff Loomis, Dave Ellefson ecc) fa sì che il cd sia ben suonato ma al contempo privo dell’anima di una band. Le poche canzoni positive sono la opener “Starting Over” e su tutte “The Shadows are alive”, scritta insieme a Chris Caffery, che avendo militato negli splendidi Savatage di Jon e Criss Oliva, ha imparato tanto del mestiere del songwriter. La voce di “Ripper” è come sempre superba, ma la sostanza sotto è purtroppo poca.
Serve quindi una vera e propria band a questo bravissimo cantante, perché se penso ai due dischi solisti di Halford (per fare un paragone stretto), mi rendo conto dell’abisso di differenza. Vuoi i musicisti, vuoi lo staff, vuoi l’esperienza, il caro Ripper paga un prezzo molto alto. Rimandato.

Riccardo Canato

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