[Hard Rock] Motley Cure – Carnival Of Sins (2006)

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CD #1: Shout At The Devil – Too Fast For Love – Ten Seconds To Love – Red Hot – On With The Show – Too Young To Fall In Love – Looks That Kill – Louder Than Hell – Live Wire – Girls Girls Girls – Wild SideCD #2: Don’t Go Away Mad (Just

CD #1: Shout At The Devil – Too Fast For Love – Ten Seconds To Love – Red Hot – On With The Show – Too Young To Fall In Love – Looks That Kill – Louder Than Hell – Live Wire – Girls Girls Girls – Wild Side
CD #2: Don’t Go Away Mad (Just Go Away) – Primal Scream – Glitter – Without You – Home Sweet Home – Dr. Feelgood – Same Old Situation – Sick Love Song – If I Die Tomorrow – Kickstart My Heart – Helter Skelter – Anarchy In The UK

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E così anche per la ditta Sixx, Lee, Neil, Mars si chiude il cerchio della reunion con paccottiglia assortita. A testimonianza dell’ultimo tour, che ha avuto forse molto più successo del previsto, esce in due volumi questo live. In effetti l’utilità dell’ennesima raccolta è piuttosto dubbia: da una parte è stato pubblicato da poco un ottimo doppio greatest hits (Red, White & Crue, per me la migliore retrospettiva sulla band) e dall’altra i Crue non sono certo la band più affidabile dal punto di vista live. A parte lo spettacolo visivo e l’energia sprigionata dai quattro tossici, troppo spesso, come testimoniano i bootleg, la tecnica veniva lasciata un po’ da parte. Sì, sto pensando a Vince Neil obeso e senza più voce. Comunque per questo (ultimo?) tour i Motley hanno cercato di assumere meno alcool e droghe e sono stati in grado di offrire prestazioni convincenti. Ovviamente la scaletta rigetta tutto quanto sia stato composto negli anni ’90, andando a pescare solo le vecchie glorie: in particolare il primo volume si concentra sui vecchi classici come ‘Shout At The Devil’, ‘Girls Girls Girls’, ‘Looks That Kill’ e presenta i picchi di energia nelle belle mazzate come ‘Red Hot’, ‘Wild Side’ e ‘Live Wire’; il secondo volume invece ruota intorno al classico Dr. Feelgood, più qualche inedito recente, con in particolare un ampio spazio soft con  ‘Glitter-Without You-Home Sweet Home’. Anche conoscendo i precedenti della band, non viene da chiedersi quanto sia stato ritoccato in studio il tutto, dato che il gruppo ha scelto una registrazione piuttosto grezza  e in una grande arena: il tutto suona come un bootleg di qualità che cerca di bilanciarsi tra suoni non certo cristallini e volumi non proprio ottimali e che punta tutto sull’impatto di suoni potenti e sporchi. La band fa una discreta figura, con Vince Neil in buona forma e l’animale Tommy Lee a fare la parte del leone con una grandissima prova dietro le pelli. Personalmente i Motley me li gusto molto di più in versione studio, ancora di più guardando i video, ma ritengo comunque l’album onesto. Acquisto obbligato per i fan, oppure per chi trova ‘troppo anni 80’ il sound della band e vuole goderseli in maniera più grezza e potente.

M.B.

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