[Hard Rock] Nashville Pussy – From Hell To Texas

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  [Hard Rock] Nashville Pussy – From Hell To Texas (2009) Speed Machine – From Hell To Texas – Drunk Driving Man – Lazy Jesus – I’m So High – Ain’t Your Business – Dead Men Can’t Get Drunk – Late Great USA – Pray For The Devil – Why Why Why – Stone Cold

 

[Hard Rock] Nashville Pussy – From Hell To Texas (2009)

Speed Machine – From Hell To Texas – Drunk Driving Man – Lazy Jesus – I’m So High – Ain’t Your Business – Dead Men Can’t Get Drunk – Late Great USA – Pray For The Devil – Why Why Why – Stone Cold Down – Give Me A Hit Before I Go

http://www.nashvillepussy.com
http://www.spv.de

C’è una famosa canzone degli ZZ Top che s’intitola “Beer Drinkers & Hell Raisers”; la cito perché credo che il suo titolo possa descrivere l’attitudine e lo spirito dei Nashville Pussy meglio di mille parole, meglio di lunghe e dettagliate analisi musicali. Sin dal suo esordio, “Let Them Eat Pussy”, il quartetto di Atlanta rappresenta il lato più diretto, viscerale, sporco e maleducato del rock’n’roll. D’altra parte Ruyter Suys, chitarrista nonché moglie del cantante Blaine Cartwright, non fa mistero dei moventi alla base della nascita del suo gruppo: “Eravamo stanchi di vedere e sentire band che proponevano il solito rock radiofonico, scorrevole e levigato, ma privo di una vera anima; così abbiamo deciso di suonare la musica che ci sarebbe piaciuto sentire”. E, arrivati al quinto album in studio, la musica che amano è sempre la stessa.

Per la verità “From Hell To Texas” si differenzia dai loro precedenti lavori per una ricerca delle radici ancora più marcata: rimangono le influenze punk, rimangono i Motorhead, ma gli accenti southern rock e blues rock non sono mai stati così presenti. Il suono di Lynyrd Skynyrd, Molly Hatchet e dei loro moderni epigoni, Black Crowes e Black Label Society, spogliato di ogni orpello e reso il più ruvido e grezzo possibile, viene riproposto in pezzi ad altra gradazione alcolica (e non solo…) come “I’m So High”, “Pray For The Devil”, “Stone Cold Down” e “Give Me A Hit Before I Go”, senza dimenticare il bluesaccio di “Lazy Jesus”, con tanto di armonica a bocca e riff che non ti si schioda più dalla testa. C’è anche molto street rock in questo disco, e brani quali “Speed Machine”, la title – track e soprattutto “Drunk Driving Man” sono lì a testimoniarlo: in questi episodi riff e assoli a metà strada fra L.A. Guns e Hanoi Rocks la fanno da padrone. Nel frattempo la voce roca e sguaiata di Blaine non smette mai di mordere.

I Nashville Pussy guadagnano in impatto e foga adrenalinica tutto quello che perdono in termini di originalità e innovazione. A loro basta qualche variazione sul tema, qualche aggiustamento di traiettoria disco dopo disco, e sono sempre in grado di offrire la musica giusta per un party selvaggio. Hanno mosso i primi passi nel 1996 con il dito medio ben alzato, e da quel momento in poi non hanno mai cessato di sventolarlo in faccia a chiunque passasse di fronte a loro. “From Hell To Texas” è solo un altro, esaltante capitolo di una saga grondante alcol, sudore e sesso. Rock on!

Stefano Masnaghetti

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