[Hardcore] Poison The Well – The Tropic Rot

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[Hardcore] Poison The Well – The Tropic Rot (2009) Exist Underground – Sparks It Will Rain – Cinema – Pamplemousse – Who Doesn’t Love A Good Dismemberment – Antarctica Inside Me – When You Lose I Lose As Well – Celebrate The Pyre – Are You Anywhere – Makeshift Clay You – Without You And

[Hardcore] Poison The Well – The Tropic Rot (2009)

Exist Underground – Sparks It Will Rain – Cinema – Pamplemousse – Who Doesn’t Love A Good Dismemberment – Antarctica Inside Me – When You Lose I Lose As Well – Celebrate The Pyre – Are You Anywhere – Makeshift Clay You – Without You And One Other I Am Nothing

http://www.myspace.com/poisonthewell
http://www.ferretstyle.com/

Dimentichiamo il fortunato “The Opposite Of December”: uscito dieci anni fa, e definito da molti come uno dei più importanti dischi hardcore di sempre, il primo full length dei floridiani è ormai passato remoto, in senso temporale ma anche in senso musicale. Prodotto da Steve Evetts (Sepultura, Dillinger Escape Plan), il quinto album dei Poison the Well conferma la natura camaleontica e aperta mentalmente iniziata principalmente con il precedente “Versions”.

Tanta melodia (e tante linee vocali pulite) caratterizzano “The tropic rot”, un lavoro che sembra mettere d’accordo fan e critica: ormai la band è riuscita a trovare la sua dimensione e l’hardcore trasversale proposto dai cinque presenta molte sorprese. Forse i tanti generi che bollono nella pentola chiamata “The tropic rot” (hardcore certo ma anche alternative, rock, folk con spazio per una ballad) possono farlo risultare un po’ pesante da digerire, ma dopo una serie di ascolti si intuisce di essere davanti al migliore disco della band, escludendo ovviamente il debutto. Certo, c’è qualche filler, ma spiccano maggiormente quei brani di valore come ad esempio l’opener “Exist underground” e “Antarctica inside me”. Pur risultando più melodico rispetto agli esordi, non mancano le parti “incazzate”, che restano comunque l’ingrediente fondamentale dei Poison the Well.

Sarà difficile parlare di disco dell’anno, ma comunque siamo di fronte ad una delle release più valide nel genere di questo 2009.

Nicola Lucchetta

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