[Heavy Metal] Accept – Blood Of The Nations (2010)

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http://www.acceptworldwide.com/http://www.nuclearblast.de/ “Blood of the Nation” è l’ultima fatica degli Accept freschi di reunion, che comprende tutti tranne il folletto ‘trincia-ugola’ Udo, così a sostituirlo alla voce ci ha pensato l’ex TT Quick Mark Tornillo. Pare che gliel’abbiano chiesto, a Mr Udo, di far parte di questa reunion, la prima dal 1996 che aveva dato vita al



http://www.acceptworldwide.com/
http://www.nuclearblast.de/
 
“Blood of the Nation” è l’ultima fatica degli Accept freschi di reunion, che comprende tutti tranne il folletto ‘trincia-ugola’ Udo, così a sostituirlo alla voce ci ha pensato l’ex TT Quick Mark Tornillo. Pare che gliel’abbiano chiesto, a Mr Udo, di far parte di questa reunion, la prima dal 1996 che aveva dato vita al mediocre “Predator”, ma lui ha detto di no. Chiariamo subito una cosa: Tornillo non è Udo e fin qui siamo tutti d’accordo, ma non dargli neanche una chance d’ascolto non sarebbe giusto, anche perché dopo un primo ascolto non potrete più fare a meno di togliere il disco dal vostro stereo; qui siamo di fronte a una reunion con la ‘R’ maiuscola.

Immediata la reazione delle orecchie con l’iniziale riff spacca-ossa di “Beat the Bastards”, che fa capire che il tempo dei giochi è finito; conferma pienamente la prima impressione la seguente “Teutonic Terror”, con il suo coro epico e i riff made in Accept al 100%, e la title track “Blood of the Nation” non fa che stampartelo bene in testa: marziale e cattiva quanto basta. E’ vero, i fasti degli anni Ottanta non si potranno più toccare, eppure riecheggiano e fanno da tramite per un passato musicale qui rielaborato e reso ancora più potente, come nel riff trascinante di “New World Comin’” che ricorda una certa “Princess of the Dawn”. Tornillo non delude e rende suoi questi brani non cadendo mai nell’imitazione, anche nei passaggi dove canta pulito lascia il segno, vedi ad esempio “The Abyss”.
Ascoltando di fila “Rolling Thunder”, la veloce “Locked and Loaded”con il suo riff a duemila all’ora, “Pandemic”, la marziale “Bucket Full of Hate”, non si può fare a meno di notare come la formula Accept sia stata resa efficace e moderna nella produzione, pur facendoci assaporare quel loro stile unico e senza mai un calo di tono.

Se siete fan degli Accept, o di Udo, o solo del buon vecchio Heavy Metal suonato alla grande non potete perdere questo disco. Bentornati!

Renato Ferreri

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