[Heavy Metal] Blaze Bayley – The Night That…

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[Heavy Metal] Blaze Bayley – The Night That Will Not Die (2009) [CD1] The Man Who Would Not Die – Blackmailer – Smile Back At Death – Alive – Identity – Kill & Destroy – Ghost In The Machine – Ten Seconds – Futureal – The Launch – Lord Of The Flies – Leap Of

[Heavy Metal] Blaze Bayley – The Night That Will Not Die (2009)

[CD1] The Man Who Would Not Die – Blackmailer – Smile Back At Death – Alive – Identity – Kill & Destroy – Ghost In The Machine – Ten Seconds – Futureal – The Launch – Lord Of The Flies – Leap Of Faith

[CD2] Edge Of Darkness – Crack In The System – Voices From The Past – Stare At The Sun – Born As A Stranger – Man On The Edge – While You Were Gone – Samurai – Robot

http://www.blazebayley.net/

Blaze Bayley, noto a tutti per essere l’ex cantante degli Iron Maiden, quello che doveva sostituire Bruce Dickinson e che invece dopo due dischi venne licenziato senza troppi complimenti per far posto al figliol prodigo che tornava a casa da mamma Steve Harris, quello che all’epoca fu bollato dalla maggior parte dei fan dei Maiden come cantante pessimo, incapace, e anche di peggio, dopo la cacciata dalla vergine di ferro, invece di abbattersi e commiserarsi mise in piedi il suo gruppo a cui dette nome Blaze, e col quale cominciò subito a registrare materiale proprio, cercando di rialzarsi e conquistarsi la sua fetta di territorio nel vasto mondo della musica ‘dura’.
Stiamo parlando dell’ormai lontano 2000, e il primo disco dei Blaze si intitolava “Silicon Messiah”.

Il disco all’epoca venne accolto un po’ freddamente dalla critica e dal pubblico, sebbene si trattasse comunque di un buon platter, dalle sonorità più hard rispetto a quelle dei Maiden, in ogni caso ben radicato in quelli che sono i canoni dell’heavy metal più classico.
Da allora i Blaze hanno prodotto altri due dischi in studio e uno dal vivo. Dopo di che Blaze decise di sciogliere il gruppo e di andare avanti come solista. Il disco del 2008 (The Man Who Would Not Die) porta, infatti, il nome completo del musicista. 

Siamo arrivati ai giorni nostri, nel 2009, quando Blaze decide di registrare questo doppio disco dal vivo, durante la data del tour di supporto all’album a Pratteln, in Svizzera.
La scaletta dello show propone una bilanciata scelta di pezzi estratti sia dal nuovo disco sia dai precedenti lavori in studio, con l’aggiunta di alcuni brani risalenti al periodo trascorso da Bayley negli Iron.
Per oltre due ore il cantante e la sua band martellano le nostre orecchie con dell’ottimo classic metal, che molto deve ai grandi del passato, dai Judas Priest ai Black Sabbath agli stessi Maiden, senza dimenticare gli altri gruppi ‘minori’ che hanno contribuito a rendere grande questo fratello cattivo del rock.

La voce dell’ex Wolfsbane regge bene per tutta la durata del concerto e la band che lo accompagna svolge più che degnamente il suo lavoro. Blaze parla a più riprese con il pubblico, incitandolo e ringraziandolo per l’accoglienza calorosa, e il pubblico pare apprezzare particolarmente la performance.
Da sottolineare le ottime versioni dei pezzi della band di Harris, riarrangiate da Blaze per renderle più vicine al suo attuale sound.

In definitiva un doppio album che, sebbene aggiunga poco alla discografia dell’artista, è comunque un lavoro godibile e decisamente ben prodotto, che farà contenti gli adepti di vecchia data, ma che potrebbe pure risultare un punto di partenza ideale per chi si accosta solo ora all’opera solistica del celebre ‘ex – cantante degli Iron Maiden’.

Corrado Riva

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