[Heavy Metal] Heaven And Hell – The Devil You Know

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  [Heavy Metal] Heaven And Hell – The Devil You Know (2009) Atom And Evil – Fear – Bible Black – Double the Pain – Rock And Roll Angel – The Turn of the Screw – Eating the Cannibals – Follow the Tears – Neverwhere – Breaking into Heaven http://www.heavenandhelllive.com/ http://www.roadrunnerrecords.it Si scrive Heaven And

 

[Heavy Metal] Heaven And Hell – The Devil You Know (2009)

Atom And Evil – Fear – Bible Black – Double the Pain – Rock And Roll Angel – The Turn of the Screw – Eating the Cannibals – Follow the Tears – Neverwhere – Breaking into Heaven

http://www.heavenandhelllive.com/
http://www.roadrunnerrecords.it

Si scrive Heaven And Hell, si legge Black Sabbath, ovvero il più antico dinosauro dell’heavy metal.
Come molti sanno, Iommi e Butler avevano voglia di suonare, tornare in pista con roba nuova, mentre Ozzy, probabilmente per una buona dose di ansia da prestazione, temporeggiava. Nel frattempo, la Rhino si stava dedicando a rimasterizzare il catalogo storico dei Sabbath, arrivati all’“era Dio” chiesero ai nostri se avessero per caso intenzione di lavorare a qualche inedito, fu così che Butler e Iommi ritrovarono Dio (Ronnie James).

Dev’essere stato un bel ritrovarsi, visto che di lì a poco i tre, accompagnati da Vinnie Appice alla batteria, non solo avevano prodotto due inediti ma avevano pure organizzato un tour. Per evitare grane legali con Ozzy decisero bene di non andare in giro a nome Black Sabbath, scegliendo quindi di ribattersi Heaven And Hell, non avendo il giusto spirito per chiamarsi, tipo, Villa Arzilla.
Il tour comunque va bene, molto bene, e i quattro vecchietti, incredibilmente, riescono a non mettersi le mani addosso. Si dice che ricordare gli errori del passato ci evita di ripeterli, evidentemente i protagonisti di questa storia hanno la memoria corta, perché appena finito il tour entrano tutti entusiasti in studio per un nuovo album di inediti. A questo punto solo Dio (non Ronnie James) sa se finirà tutti a sputi e insulti come in passato, oppure no…

The Devil You Know esce a 14 anni da Forbidden (ultimo album di inediti a nome Black Sabbath) e 17 da Dehumanizer (ultimo album dei Sabbath con Dio), nel frattempo solo tour amarcord, dischi dal vivo, raccolte e progetti solisti. Fortunatamente gli effetti negativi del tempo trascorso (leggi: rincoglionimento senile) non si sentono, il disco non suona nostalgico come si penserebbe e, pur trattandosi di un heavy metal di stampo classico, non gioca a scimmiottare il passato né dei protagonisti né di altri. A questo punto possiamo dirlo chiaramente: The Devil You Know è un album più che degno della storia e della leggenda che questi 4 anziani incarnano.
Che il disco non sia un banale esercizio di stile lo si capisce dal primo riff: grasso, cadenzato, nero, apocalittico. Atom And Evil è lento e inesorabile come Godzilla, ti si pianta nel cervello e lo spiana creando un’autostrada dove può scorrere il resto dell’album. Molti i momenti notevoli sono tanti, si va dal super riff di The Turn Of The Screw, all’oscura epicità di Bible Black, alla velocità scoppiettante e inarrestabile di Eating The Cannibal e gli esempi potrebbero continuare perché fra i 10 brani di questo disco non c’è nemmeno un filler.

È noto però come dai primi della classe si pretenda sempre qualcosa di più, specie dai primi fra i primi e, in questo caso, non parliamo nemmeno più di allievi ma di professori. Cosa manca a The Devil You Know per essere il capolavoro che ai Sabbath  (e al mondo) manca ormai da troppi anni?
Di sicuro è assente quella capacità di alleggerire la tensione, cambiando toni e atmosfere di Heaven And Hell e Mob Rules (per non parlare poi del magico, leggendario e purtroppo irripetibile periodo precedente). Il disco suona eccessivamente ‘denso’, chitarra distorta e pesante dall’inizio alla fine, senza possibilità di respiro, senza pause (escludendo l’intro acustica di Bible Black e la chiusura di Rock And Roll Angel), senza prigionieri. Insomma, è quasi una bestemmia, ma la chitarra pur pregevolissima di Iommi, è troppo presente, finendo per annegare tutto il disco in una nebbia densa e oscura da cui non si riesce a scappare.
Il secondo punto migliorabile è la batteria di Vinnie Appice, troppo quadrata e minimalista (come sempre, del resto) e in molti frangenti del disco la mancanza del tocco zingaro e tribale di Bill Ward si fa sentire parecchio.
Altro aspetto da considerare, e fa davvero male ammetterlo, è la performance di Ronnie James. Non ci si riferisce, ovviamente, all’ovvio e naturale calo vocale, anzi, a 67 anni è praticamente un miracolo vivente. Il problema è il modo ultra classico in cui interpreta i brani e viene il sospetto che con una voce più al passo coi tempi questo disco avrebbe avuto un’ulteriore marcia in più.
Per finire, la copertina coi diavoloni armati di cristi chiodati è qualcosa di davvero brutto. I Sabbath non sono certo famosi per la ricercatezza dei loro artwork, ma qui scadiamo davvero troppo nel bambinesco. Aridatece gli angeli che fumano e giocano a carte!

Tirando le somme complessive, The Devil You Know è un gran disco di gruppo di vecchietti che ancora si divertono un mondo a suonare e non il capolavoro tale da riportare la premiata ditta Black Sabbath ad essere nuovamente il punto di riferimento del magico mondo del rock duro. Per adesso ci si accontenta molto volentieri, domani chissà!

Stefano Di Noi

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