[Industrial] Nine Inch Nails – The Slip (2008)

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    999,999 – 1,000,000 – Letting You – Discipline – Echoplex – Head Down – Lights In The Sky – Corona Radiata – The Four Of Us Are Dying – Demon Seed http://www.nin.com/http://theslip.nin.com/ La provocazione di Trent Reznor a favore di Internet continua. Dopo “Ghosts” ecco un altro album, stavolta completo, da scaricare direttamente

 

 

999,999 – 1,000,000 – Letting You – Discipline – Echoplex – Head Down – Lights In The Sky – Corona Radiata – The Four Of Us Are Dying – Demon
Seed

http://www.nin.com/
http://theslip.nin.com/

La provocazione di Trent Reznor a favore di Internet continua. Dopo “Ghosts” ecco un altro album, stavolta completo, da scaricare direttamente dal sito internet del gruppo. Si nota subito al primo ascolto che ci si trova davanti a materiale raccolto a caso, senza seguire un’idea che colleghi i pezzi fra loro.
L’intro dark ambient 999,999 promette bene, lascia intendere che alla base di The Slip ci sia la continuazione di Ghosts, ma la delusione è dietro l’angolo. 1,000,000 è permeata dalle sonorità roboanti tipiche di Reznor e soci, ma senza che abbiano una coerenza. E la stessa cosa si può dire di Letting you down, una raccolta dei passaggi più tamarri del gruppo. Discipline è il pezzo più orecchiabile ma non per questo è in grado di entusiasmare, scorre senza catturare l’attenzione, mentre Echoplex rivela l’amore di Reznor per il synth anni 80 e risulta simpatica, sebbene non sia un capolavoro.

Da qui in poi l’album vira su sonorità completamente diverse, assumendo atmosfere più intimiste.
Si comincia con Lights in the Sky, dove compare solo il piano con un filo di voce, ascoltandola tornano alla mente ballate come “Hurt” o “Something I Can Never Have” (facente parte della soundtrack del film “Natural born killers). Ma mentre queste risultavano autentiche nel loro essere intimiste, Lights in the Sky sembra l’esasperazione di queste, tale da risultare poco sentita a livello emotivo.
Corona Radiata è senza dubbio la traccia migliore dell’album, un pezzo di sette minuti con ottime atmosfere ambient che lasciano l’ascoltatore inquieto e al contempo profondamente affascinato.
The Four of Us are Dying riprende lo spunto dal brano precedente e sembra tracciare una strada interessante, peccato che la chiusura, Demon Seed (che ha la particolarità di interrompersi bruscamente), non soddisfi pienamente.

Tirando le somme, ottima mossa considerando la crociata anti etichette di Trent, ma The Slip è purtroppo destinato a rimanere un album di cui nessuno potrebbe mai sentire la mancanza, fatta eccezione per poche canzoni.

Grazie a Claudia Falz

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