Kreator Phantom Antichrist

Recensito da Corrado Riva il 30 lug 2012

Kreator Phantom Antichrist recensione
Kreator
  • La storica thrash metal band teutonica capitanata dall’ormai mitica figura del singer Mille Petrozza torna sul mercato in questo 2012 […]
  • Outune Attitude:
  • 3.5/5
  • Genere: Thrash Metal
  • Anno: 2012
  • Nuclear Blast
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  • La storica thrash metal band teutonica capitanata dall’ormai mitica figura del singer Mille Petrozza torna sul mercato in questo 2012 con un lavoro che possiamo tranquillamente definire quasi perfetto già dalle prime righe di questa recensione. A poco servirà tessere le lodi del lavoro di songwriting svolto dai Kreator per la realizzazione del loro nuovo album in studio, e potrei parlare per pagine di questo platter, smembrando ogni singolo pezzo e analizzandone le strutture ritmiche, i testi, la velocità di esecuzione e la furia omicida che sembra sia stata instillata in ogni singola nota: a più di 25 anni di distanza dal loro esordio discografico, i Nostri hanno sfornato un disco da manuale del thrash, che altro non potrà fare se non lasciare soddisfatti tutti i vecchi metallari in cerca di musica incazzata ed ignorante.

    Phantom Antichrist” è il tipico pugno in faccia che piace a tutti noi cresciuti a pane e metallo: dalla title track che apre le danze fino alla lunga e cadenzata “Until Our Paths Cross Again” ogni brano trasuda thrash metal e cattiveria, quella primordiale, alla quale i Kreator ci hanno abituato fin dai loro albori. E se è vero che in “From food into fire” lasciano un po’ andare il tiro, a mio avviso dire che si tratti di un brano power metal è assolutamente falso; sempre di Petrozza e compagni si tratta. Forse sì, in quest’occasione hanno alleggerito i suoni di una o due canzoni, tuttavia hanno mantenuto la loro arroganza e cattiveria, anche piazzando ritornelli cantabili e passaggi più orecchiabili. Infatti è sufficiente arrivare a “Civilization collapse” e “United in hate” per ritrovare la strada che si temeva di aver perso, e seguirla fino in fondo.

    Insomma, la buona e vecchia bandiera dell’odio sventola sempre fiera dall’alto dell’imponente bastione dei Kreator, che non tradiscono mai e che raramente nella loro lunga carriera hanno sbagliato un colpo. Quindi in alto le corna, testa bassa e dritti nel mosh-pit; i tedeschi ci sono ancora, e la loro musica è sempre dura e cruda, proprio come piace a voi.

    Corrado Riva


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    Voto: 3.5 / 5
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