Lamb Of God Resolution

Lamb Of God Resolution Recensione 3.5/5
Il settimo album dei Lamb Of God è sicuramente un ottimo lavoro. Probabilmente “Resolution” non raggiunge i picchi di “Ashes Of The Wake” (2004), ad oggi il loro miglior disco, ma rispetto a “Wrath” (2009) la band statunitense fa un grande passo avanti e sforna un’opera che merita sicuramente più ascolti, e che potrebbe evitare

Il settimo album dei Lamb Of God è sicuramente un ottimo lavoro. Probabilmente “Resolution” non raggiunge i picchi di “Ashes Of The Wake” (2004), ad oggi il loro miglior disco, ma rispetto a “Wrath” (2009) la band statunitense fa un grande passo avanti e sforna un’opera che merita sicuramente più ascolti, e che potrebbe evitare il rischio di esser lasciata a prender polvere dopo un paio di giri nel lettore. Nonostante la durata, quasi un’ora, sono presenti pochi filler e, soprattutto, colpisce la varietà dei pezzi, la quale non è mai stata una specialità della casa. Il thrash/groove metal rimane la base di partenza, ma su di essa Blythe e compagni dimostrano di saper costruire qualcos’altro: e questa è una bella notizia, se pensiamo che una delle più gravi pecche del predecessore era proprio quella di spegnersi dopo i primi tre – quattro pezzi per mancanza d’idee ed eccessiva monotonia di fondo. Questo saper variare gli elementi base potrebbe inoltre costituire un ulteriore punto di forza per la conquista del ‘grande pubblico‘ in ambito metal.

Le sorprese arrivano proprio con la traccia apripista, “Straight For The Sun“, due minuti e mezzo di puro sludge/doom che potrebbero esser stati partoriti da una jam fra Crowbar e Eyehategod. Nonostante la brevità si tratta già di uno dei migliori episodi del disco, che subito dopo parte a razzo con “Desolation“, up tempo ricco di groove in perfetto stile Lamb Of God che tranquillizzerà tutti i fan rimasti attoniti di fronte al brano precedente. Il complesso ha però così subito dimostrato che per lui non esistono più solo e soltanto Pantera e Slayer, e il resto di “Resolution” mischia ulteriormente le carte e alterna metalcore sparato a rallentamenti sludgy, thrash metal piuttosto classico a infiltrazioni stoner e persino hard rock (cfr. “Invictus” e “To The End“), permettendosi di chiudere con la bizzarria di “King Me“, traccia davvero ‘sperimentale‘ per i loro standard, con tanto di spunti sinfonici e la voce di una soprano a render ancor più inusuale il tutto. Non mancano neppure i futuri cavalli di battaglia dal vivo: a questo titolo si potrebbero benissimo candidare il singolo “Ghost Walking“, oppure la furia di “Cheated” o ancora i robusti cambi di tempo di “The Undertow“.

Come già detto, abbiamo a che fare non con il migliore in assoluto, ma sicuramente con uno dei migliori LP targati Lamb Of God, e non ci possono esser dubbi sul fatto che i fan del quintetto di Richmond lo ascolteranno a ripetizione, in attesa di poterli vedere in concerto. “Resolution” potrebbe persino allargare il pubblico dei Nostri, e lanciarli definitivamente nel ‘jet – set‘ metallaro. In ogni caso, almeno un paio d’ascolti sono d’obbligo.

Stefano Masnaghetti


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