Macbeth Neo-Gothic Propaganda

macbeth-neo-gothic-propaganda-2014-recensione 3/5
L’album più eclettico, energico ed aggressivo dei Macbeth che, a dispetto delle varie difficoltà di pre-realizzazione dell’album, sono riusciti a confezionare un progetto maturo con sprazzi di modernità.

Dopo una pausa che durava dal lontano 2007, anno in cui pubblicarono “Superangelic Hate Bringers”, i Macbeth finalmente tornano sulle scene musicali con il nuovissimo “Neo-Gothic Propaganda”.

Già dal titolo si capisce che la produzione del quinto disco della band gothic italiana ha un’impronta del tutto solenne. Ad onor del vero, c’è da dire che i meneghini hanno cominciato a comporre materiale nel 2009 ma che, a causa di questioni personali, il processo di lavorazione si è parecchio dilatato nei tempi. Questo, tuttavia, ha permesso a Neo-Gothic Propaganda di evolversi nel modo più corretto e naturale possibile. Nell’insieme si presenta come un album dotato di vari colori musicali, spaziando dal gothic metal, loro marchio di fabbrica, a venature metal classiche che fanno l’occhiolino all’heavy old style. “Scent of Winter”, oltre ad essere l’opener della tracklist, è anche il primo singolo estratto dal disco. E la scelta non poteva essere più azzeccata: oltre a rappresentare il manifesto dell’intero plot, è anche la traccia col maggiore appeal radiofonico. “Slow Motion Tragedies” ha atmosfere epiche tipiche dell’Europa del Nord, mentre l’intro di “Last Night In Shanghai” fonde stile europeo e sonorità rarefatte dell’Estremo Oriente. A dire il vero, tutti i brani hanno il loro quid, fatta eccezione per “Dogma” che, nonostante sia un bel brano, sa troppo di già sentito. A chiudere la trackist “The Archetype”, che dimostra che le aperture elettroniche stanno dannatamente bene con un sound dall’inevitabile impronta gothic metal. Talvolta occorre mettere da parte la coerenza per dimostrare come due generi apparentemente lontani mille anni luce possano creare un amalgama perfetto. Le vocals, invece, meritano un discorso a parte. Se Morena, voce femminile, si dimostra una vera e propria certezza all’interno del quintetto goth milanese, la vera sorpresa è la voce maschile Andreas che, per tutta la durata del quinto full length, si destreggia tra parti pulite molto melodiche e un growl aggressivo in grado di conferire le doverose sottolineature ai testi del gruppo.

In due parole: Neo-Gothic Propaganda è probabilmente l’album più eclettico, energico ed aggressivo della formazione italiana che, a dispetto delle varie difficoltà di pre-realizzazione dell’album, è riuscita a confezionare un progetto maturo con sprazzi di modernità.


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