[Metal] Jon Oliva’s Pain – Festival (2010)

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http://www.jonoliva.net/index2.htmlhttp://www.afm-records.de/en/home/new_releases.html Partiamo dal presupposto che il sottoscritto ha sempre usato la dicotomia “Capisco i Savatage / Non capisco i Savatage” come metro di giudizio dell’intelligenza musicale e non solo del proprio interlocutore. Fatta questa premessa mi trovo costretto a registrare il primo vero passo falso di Mr. Jon Oliva (per il sottoscritto un autentico e



http://www.jonoliva.net/index2.html
http://www.afm-records.de/en/home/new_releases.html

Partiamo dal presupposto che il sottoscritto ha sempre usato la dicotomia “Capisco i Savatage / Non capisco i Savatage” come metro di giudizio dell’intelligenza musicale e non solo del proprio interlocutore. Fatta questa premessa mi trovo costretto a registrare il primo vero passo falso di Mr. Jon Oliva (per il sottoscritto un autentico e assoluto genio e artista infinito); passo falso dovuto più alle alte aspettative, visti i precedenti capolavori di Savatage e Jon Oliva’s Pain (Tage Mahal in particolare), che ad una mancanza compositiva e stilistica.

“Festival” è un disco che dopo una entusiasmante Intro contiene due sole gemme, “Death Rides a Black Horse” e l’omonima title track. Le altre canzoni sono purtroppo un insieme di riff, cori, chitarre acustiche, dove la quasi totale assenza di anima, da sempre marchio di fabbrica del buon Jon, l’inventiva melodica scarna e soprattutto la banalità demoralizzante delle lyrics, pesano come un macigno. Alla faccia delle malelingue che sostengono che il vero Mountain King sia stato Paul O’Neil (produttore dei Savatage dal ’87 e creatore della Trans Siberian Orchestra) faccio presente che la possibilità di fare tre album in sei anni, anziché quattro, scartando i passi più infelici e privi di pathos (molti dei quali presenti proprio su “Festival” e sul precedente “Global Warning”), avrebbe portato la mia opinione verso altre conclusioni.

Se i Jon Oliva’s Pain stanno diventando sempre di più una band, la mia speranza è che il buon senso riporti indietro quella meravigliosa quanto sottovalutata creatura che sono stati i Savatage. Streets, Gutter Ballet, Power of the Night, Hall of The Mountain King, Sirens, The Dungeons Are Calling, Edge of Thorns, Handul of Rain, Dead Winter Dead, The Wake of Magellan, Poets & Madmen. Segnare, comprare…e vivere.

Riccardo Canato

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