[Metal] Sebastian Bach – Angel Down (2007)

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Angel Down – You Don’t Understand – Back In the Saddle (Featuring Axl Rose) – (Love Is) A Bitchslap (Featuring Axl Rose) – Stuck Inside (Featuring Axl Rose) – American Metalhead – Negative Light – Live And Die – By Your Side – Our Love Is A Lie – Take You Down With Me –

Angel Down – You Don’t Understand – Back In the Saddle (Featuring Axl Rose) – (Love Is) A Bitchslap (Featuring Axl Rose) – Stuck Inside (Featuring Axl Rose) – American Metalhead – Negative Light – Live And Die – By Your Side – Our Love Is A Lie – Take You Down With Me – Stabbing Daggers – You Bring Me Down – Falling Into You.

http://www.sebastianbach.com/updates.html
http://www.emimusic.it/emimusic.it/index.asp

Quando, nell’autunno 2006, Sebastian Bach annunciò l’uscita del suo nuovo studio album più di un cuore iniziò a palpitare. Per problemi tecnici “Angel Down” è slittato di parecchi mesi, risultando il classico colpo di coda dell’anno appena trascorso. Dopo aver inserito il cd nel lettore, non è possibile non pensare a cosa ci siamo persi in tutti gli anni in cui il buon Sebastian ha fatto tutto tranne che il cantante e la mente vola subito ad un altro grande singer, al quale Seb è molto legato…Chiaramente sto parlando di Axl Rose e degli scambi di favori tra i due che, negli ultimi due anni, ci hanno regalato più di un’emozione: la presenza di Bach sul palco (o più propriamente sul pacco) dei Guns (?) al Gods  fu goduria pura e i tre pezzi in cui i nostri duettano su quest’album valgono da soli il prezzo del biglietto. In particolare la splendida cover degli Aerosmith, con Axl a regalarci tutto il marcio che ha dentro, ci ricorda le origini di gran parte della musica che questi due grandi artisti ci hanno regalato tra fine ottanta ed inizio ’90. Molto bella l’iniziale title track, con Bach ad urlare come non mai, “(Love Is) A Bitchslap”, ancora con Axl anche in veste di autore e la conclusiva “Falling Into You”, partorita dalla mente di un certo Desmond Child.

E’ comunque tutto l’album ad essere ispirato, per un’ operazione che ricorda da vicino il ritorno del Metal God Rob Halford nel 2000 o di Bruce Dickinson qualche tempo prima: stesso produttore (Roy Z) e stessa voglia di dimostrare di non essere finiti, di poter dare ancora tanto alla causa. Gli auguro di poter riascoltare le urle di almeno la metà delle folle che i suoi predecessori hanno saputo riconquistare.

L.G.

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