[Metalcore] Raunchy – Wasteland Discotheque

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[Metalcore] Raunchy – Wasteland Discotheque (2008) This Blackout Is Your Apocalypse – Somewhere Along The Road – The Bash – Warriors – Straight To Hell – Welcome The Storm – Wasteland Discotheque – Somebody’s Watching Me (Cover) – A Heavy Burden – To The Lighthouse – Showdown Recovery – The Comfort In Leaving http://www.raunchy.dk/http://www.lifeforcerecords.com/ I

[Metalcore] Raunchy – Wasteland Discotheque (2008)

This Blackout Is Your Apocalypse – Somewhere Along The Road – The Bash – Warriors – Straight To Hell – Welcome The Storm – Wasteland Discotheque – Somebody’s Watching Me (Cover) – A Heavy Burden – To The Lighthouse – Showdown Recovery – The Comfort In Leaving

http://www.raunchy.dk/
http://www.lifeforcerecords.com/

I Danesi Raunchy, formatisi 15 anni fa e con appena quattro album all’attivo (tutti a partire dal nuovo millennio), se ne escono con un platter il cui titolo dice già tutto: “Wasteland Discotheque” infatti si può riassumere in violenti assalti frontali di chitarra e batteria molto ritmate, unite con vocals pulite e tastiere che ricordano, per l’appunto, una discoteca.
Anche se il sottoscritto non è un grande stimatore del lato melodico del genere, c’è da dire che questa release si lascia ascoltare, poiché fin dalla prima traccia (o meglio dalla seconda, visto che “This Blackout Is Your Apocalypse” è una lunga intro di pianoforte) è messo bene in evidenza quanto ogni pezzo sia estremamente orecchiabile (“Somewhere Along The Road “,”The Bash”).
Ovviamente non va dimenticato che si parla comunque di metalcore, ergo tenetevi pronti per riff schiaffati in faccia appena parte un nuovo pezzo (“Straight To Hell”, ”To The Lighthouse”), sempre però inframezzati da improvvisi cambi in cui sono le tastiere (e le vocals) melodiche a prendere il sopravvento.

Come se l’intenzione di fare un album a metà tra il metal e il pop non bastasse, nel disco è presente anche la cover del successo anni ’80 di Rockwell, “Somebody’s Wathcing Me”; stavolta però la conversione non è delle più riuscite, in quanto chitarre distorte e doppio pedale snaturano non poco quel vibe presente nell’originale.
Un’ uscita onesta, e anche qualcosa di più, dato il livello di coinvolgimento sopra la media. Se siete fan del genere dateci un ascolto, potreste rimanerne piacevolmente sorpresi.

Nicolò Barovier

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