[Metalcore] Stigma – Concerto For The Undead (2010)

stigma concerto for the damned /5
http://www.myspace.com/stigmahchttp://label.pivotalalliance.com/ Il secondo album degli Stigma conferma tutti gli ottimi propositi di “When Midnight Strikes!”, disco di debutto che ha coronato una lunga gavetta fatta di demo, minicd e tante, tante serate live (tra cui un concerto al Wacken Open Air). Un cd che, pur mantenendo ben salde al passato le radici del sound, si


http://www.myspace.com/stigmahc

http://label.pivotalalliance.com/

Il secondo album degli Stigma conferma tutti gli ottimi propositi di “When Midnight Strikes!”, disco di debutto che ha coronato una lunga gavetta fatta di demo, minicd e tante, tante serate live (tra cui un concerto al Wacken Open Air). Un cd che, pur mantenendo ben salde al passato le radici del sound, si dimostra più melodico rispetto alle precedenti pubblicazioni: una mossa all’apparenza ruffiana, ma comunque coerente con il passato e dal risultato riuscito.

Sempre fedeli al loro death di stampo svedese, i Nostri si sono fatti aiutare da collaborazioni di spessore: la più importante delle tre è Jona Weinhofen (chitarrista dei Bring Me The Horizon) come produttore, ma non sono da sottovalutare le ospitate di Jamie Hope (ex-The Rod Shore) e Jon Hunt (Dead To Fall). Il risultato sono dieci pezzi che hanno come filo conduttore i fumetti di “Tales From The Crypt”.

Musicalmente gli Stigma ampliano il lato orecchiabile del loro sound, sfumatura che, rispetto al passato, guadagna un ruolo di primaria importanza in una musica comunque molto intricata e tecnica, ricca di blast beat, parti tecniche che ricordano i Meshuggah (l’inizio di “A monstrous feeling” sembra preso dagli esordi degli svedesi) e gli ormai “noiosi” breakdown. Nessun calo di tono globalmente, escludendo alcune parti che potrebbero suonare ridondanti: resta comunque necessario più di un ascolto per assimilare l’album nella sua interezza.

Forse siamo di fronte a quella che può essere definita una delle migliori deathcore band tricolore: i numeri ci sono, i brani anche. La svolta melodica dei piemontesi farà discutere i fan di vecchia data, ma è una mossa comunque non forzata e che permetterà loro di ampliare il seguito. “Concerto for the damned” è un prodotto ben confezionato che può tranquillamente competere in un mercato internazionale particolarmente affollato ed agguerrito di proposte.

Nicola Lucchetta

 

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