[Metalcore/Sludge] Pulling Teeth – Paranoid …

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  [Metalcore/Sludge] Pulling Teeth – Paranoid Delusions/Paradise Illusions (2009) Ritual – Unsatisfied – Bloodwolves – Paranoid Delusions – Paradise Delusions http://www.myspace.com/pullingteethmdhttp://www.deathwishinc.com Terzo disco per i Pulling Teeth, secondo per i tipi della Deathwish, etichetta fondata da Jacob Bannon dei Converge e da sempre in prima linea quando si tratta di promuovere opere di frontiera tra

 

[Metalcore/Sludge] Pulling Teeth – Paranoid Delusions/Paradise Illusions (2009)

Ritual – Unsatisfied – Bloodwolves – Paranoid Delusions – Paradise Delusions

http://www.myspace.com/pullingteethmd
http://www.deathwishinc.com

Terzo disco per i Pulling Teeth, secondo per i tipi della Deathwish, etichetta fondata da Jacob Bannon dei Converge e da sempre in prima linea quando si tratta di promuovere opere di frontiera tra metal e hardcore. Come per i precedenti capitoli del quintetto di Baltimora, anche “Paranoid Delusions/Paradise Illusions” è emissione di breve durata, 24 minuti scarsi, e breve sarà anche questa recensione.

L’album però non è brutto. Anzi, nel panorama metalcore contemporaneo si staglia quale lavoro tra i più coraggiosi e interessanti che ci sia dato ascoltare. Sicuramente fra i più sperimentali, nel suo incedere più cupo che violento, più claustrofobico che arrembante, mai adagiato su schemi prestabiliti e preconfezionati, sempre alla ricerca di un suo peculiare lirismo. Così accade che “Ritual” incorpori escursioni doom che farebbero invidia ai Candlemass, per poi lanciarsi in pesantezze più tipicamente metalcore, senza però dimenticare rallentamenti sludge che colpiscono per quanto sono ben amalgamati nel contesto. Sludgecore che trionfa nella successiva “Unsatisfied”: urla alla Eyehategod e scansione ritmica che pesca a piene mani da Down e Crowbar. I tempi si velocizzano in “Bloodwolves”, dal riffing slayeriano ma dall’assolo epico e dolente. Si scivola direttamente in “Paranoid Delusions”, e qua i Black Sabbath si fanno davvero sentire, mentre la lunga “Paradise Illusions” chiude il disco all’insegna di arpeggi acustici, riverberi ambient e una lenta processione finale che richiama addirittura gli Anathema di “The Silent Enigma”.

Un minutaggio più consistente avrebbe aiutato, ma anche così c’è di che godere, e parecchio. Altra band decisamente promettente che incide per Deathwish, sicuramente fra le rivelazioni dell’anno. Tenete d’occhio questo quintetto, può diventare grande.

Stefano Masnaghetti

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